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Olbia

Il caso

Flotilla, anche due sardi tra gli attivisti ammanettati e derisi dal ministro israeliano. Il Pd di Olbia: «Immagini agghiaccianti»


	Un frame del video pubblicato sui social dal ministro israeliano Ben-Gvir
Un frame del video pubblicato sui social dal ministro israeliano Ben-Gvir

I consiglieri comunali dem: «Scene intollerabili, violati i diritti umani»

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Olbia Le immagini stanno facendo il giro del mondo: gli attivisti della Global Sumud Flotilla ammanettati, bendati e derisi dal ministro israeliano di estrema destra Ben-Gvir. Durissime le reazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Ma sul caso interviene anche il Partito democratico di Olbia, visto che, tra i numerosi attivisti fermati da Israele, ci sono anche due sardi: Ilaria Mancosu, olbiese, e Gianfranco Frongia.

«Seguiamo con estrema apprensione e viva preoccupazione le notizie provenienti dal Mediterraneo e dal porto di Ashdod, dove la marina israeliana ha bloccato le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla – commentano dal Pd di Olbia –. Tra le centinaia di attivisti internazionali fermati figurano anche due cittadini sardi: la nostra concittadina di Olbia, Ilaria Mancosu, a bordo della nave Amazon, e Gianfranco Frongia, sulla Last Dream. Le immagini diffuse via social nelle ultime ore dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir, che mostrano i volontari umanitari, inclusi i nostri corregionali, ammanettati, bendati, costretti a terra e derisi pubblicamente a favore di telecamera, sono agghiaccianti e intollerabili. Siamo davanti a una vera e propria esibizione propagandistica mirata all’umiliazione sistematica di civili, il cui unico intento era portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Il blocco delle navi in acque internazionali al largo di Cipro solleva seri interrogativi sul rispetto del diritto marittimo, mentre il trattamento subito dai prigionieri viola i più basilari trattati sui diritti umani e sulla dignità della persona. Al di là di qualsiasi posizionamento politico, la priorità assoluta in questo momento è l’incolumità fisica, la sicurezza giuridica e il rispetto dei diritti fondamentali dei nostri concittadini e di tutti i 29 connazionali coinvolti. Prendiamo atto che la Presidenza del Consiglio e la Farnesina abbiano definito “inaccettabili” questi trattamenti. Come gruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Olbia, rivolgiamo un appello accorato e urgente al ministro degli Affari Esteri affinché il governo italiano passi dalle dichiarazioni ai fatti».

A firmare la nota del Pd sono i consiglieri comunali Ivana Russu (capogruppo), Antonio Loriga, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Mariangela Marchio e Mimmino Sciretti e il segretario cittadino Pietro Spano, che aggiungono: «Si attivino immediatamente tutti i canali diplomatici per garantire una costante e ferrea assistenza consolare, pretendendo l’immediato rilascio e il rimpatrio sicuro e protetto dei nostri connazionali. La comunità di Olbia e l’intera Sardegna non possono rimanere indifferenti di fronte alla sorte di chi spende la propria vita per la solidarietà internazionale, né possono accettare che una propria cittadina venga sottoposta a trattamenti degradanti. Chiediamo alle istituzioni locali, regionali e nazionali di fare fronte comune, senza distinzioni di colore politico, per tutelare la vita, la dignità e i diritti dei nostri concittadini». (d.b.)

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