Olbia Calcio, stipendi non pagati: c’è il sequestro dei beni
Il tribunale di Tempio ha accolto la richiesta dei dipendenti della Pro soccer srl
Olbia Il giudice del lavoro del tribunale di Tempio ha autorizzato il sequestro conservativo dei beni dell’Olbia calcio, a tutela dei dipendenti che da mesi attendono il pagamento degli stipendi. Soddisfazione è stata espressa da parte della Cisl Gallura, che sin dal principio ha sostenuto la causa dei lavoratori (tre impiegati amministrativi) assistiti in giudizio dall’avvocato Carlo Selis.
Una brutta storia per la nuova proprietà, la Pro soccer srl, che a gennaio aveva acquistato il pacchetto azionario dalla Swiss pro. La società nei giorni scorsi ha spiegato di essersi trovata «a dover gestire un’imponente massa debitoria ereditata per oltre il 90% dalle gestioni precedenti». Non solo, la Pro soccer srl aveva spiegato di voler risolvere le pendenze nei confronti dei dipendenti sottolineando, comunque, che «le rivendicazioni dei lavoratori, pur nel rispetto delle loro eventuali pretese, non sono consacrate da titoli giudiziari formati e consolidati». Evidentemente il giudice del lavoro non è stato d’accordo e ha autorizzato il sequestro conservativo. L’ammontare è di circa 100 mila euro.
«Riteniamo si tratti di una decisione importante, che riconosce l’urgenza e la fondatezza, sia pure in via cautelare e provvisoria, delle richieste avanzate dai dipendenti, oggi costretti a vivere una situazione di forte difficoltà economica e personale a causa del protrarsi dei mancati pagamenti – è il commento di Eleonora Careddu, segretaria confederale della Cisl Gallura –. Conosciamo le difficoltà attraversate dalla società e non possiamo che dispiacerci per una vicenda che coinvolge una realtà sportiva importante per il territorio. Tuttavia, anche alla luce delle dichiarazioni e delle polemiche mediatiche degli ultimi giorni, riteniamo che un atteggiamento più costruttivo da parte della società avrebbe potuto evitare uno scontro tanto doloroso quanto inevitabile».
«Come organizzazione sindacale – aggiunge la segretaria della Cisl Gallura – abbiamo sempre privilegiato il dialogo e il confronto, nella convinzione che la tutela del lavoro e della dignità delle persone debba rappresentare una priorità assoluta. Quando però vengono meno le garanzie fondamentali, riteniamo necessario ricorrere agli strumenti previsti dalla legge per difendere i diritti dei lavoratori. Desideriamo inoltre ringraziare l’avvocato Carlo Selis, che ha saputo individuare con intuizione e lungimiranza la strategia più efficace, seguendo poi l’intero procedimento con professionalità, competenza e sensibilità e contribuendo in modo decisivo al risultato raggiunto. Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, auspicando che si possa arrivare rapidamente a una soluzione concreta, capace di garantire ai dipendenti quanto loro dovuto e di restituire serenità alle famiglie coinvolte».
I tre ex lavoratori dell’Olbia calcio assistiti dall’avvocato Carlo Selis non sono gli unici ad aver fatto ricorso in tribunale. Altri tre impiegati amministrativi, infatti, stanno procedendo con un altro legale, l’avvocato Luca Fischetti, per recuperare crediti per circa 25 mila euro.
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