Olbia, cresce il campus del Geovillage: ecco la casa dello studente da 450 posti letto
I lavori sono quasi conclusi. Venerdì 3 luglio la presentazione del progetto
Olbia La casa dello studente non è esattamente un alloggio da nulla. È formata da tre imponenti blocchi – due uniti tra loro – tirati su nell’arco di nove mesi con l’utilizzo di tecniche innovative e materiali sostenibili. I lavori sono quasi terminati e il taglio del nastro è previsto per settembre. Questi i numeri del progetto: 250 camere per un totale di 450 posti letto che saranno subito messi a disposizione degli studenti iscritti ai corsi di laurea del Consorzio UniOlbia. Gli edifici stanno vedendo la luce all’interno del perimetro del Geovillage sulla base di un partenariato tra pubblico e privato. Si tratta di uno dei pilastri dell’operazione di rilancio dell’ex resort alla quale ha lavorato innanzitutto il Cipnes. È stata la nuova proprietà del Geovillage, cioè il gruppo Alma che fa capo al finanziere kazako Aldiyar Kaztayev, ad aver avviato lo scorso settembre il cantiere. In cassa nove milioni di euro provenienti dal Pnrr più altre risorse messe in campo da Alma, che, sempre all’interno dell’ex resort, ha da poco inaugurato anche la SiSchool, la prima scuola paritaria internazionale dell’isola. Il progetto della casa dello studente, e con tutti i dettagli sull’offerta formativa dell’anno accademico 2026-2027, sarà ufficialmente presentato il prossimo venerdì 3 luglio.
Il campus
L’idea è quella di un campus strettamente legato allo sviluppo del Consorzio UniOlbia, presieduto dal direttore generale del Cipnes Aldo Carta. In città sono ormai diversi i corsi di laurea attivi e, nei prossimi anni, saranno avviati altri indirizzi di studio. Intanto nel centro storico si lavora per riqualificare e trasformare vecchi palazzi in sedi universitarie. Poi ci sono l’ex area Sep di via Dei Lidi e una palazzina del Mater Olbia, che accolgono gli studenti da quasi due anni, e il Dipartimento dell’innovazione che sta per muovere i primi passi nella Pte del Cipnes, in zona industriale. È necessario, però, rendere attrattivo il Polo UniOlbia anche dal punto di vista degli alloggi, considerata anche l’emergenza abitativa che da anni attanaglia la città. Così il Comune sta realizzando una casa dello studente in via Vittorio Veneto, tra le mura dell’ex palazzo dei ferrovieri e grazie alle risorse arrivate dal piano Pinqua, mentre al Geovillage sono quasi pronti i tre blocchi da 450 posti letto. Sono quattro le imprese presenti nel maxi cantiere: la Mario Ticca di Sassari per la parte edile, l’Aire di Arzachena per gli impianti tecnologici, la Nico Serramenti di Tempio per gli infissi e la veneta Y-Uno, specializzata in architetture in acciaio. Non formano un’associazione temporanea ma operano comunque in maniera coordinata. La futura casa dello studente sarà anche il primo grande edificio in Italia a nascere secondo il modello Lgsf, che sta per Light Gauge Steel Framing. Una tecnologia diffusa soprattutto in Giappone e che si basa sull’utilizzo di componenti in acciaio prefabbricati per garantire maggiore stabilità, efficienza energetica, più sostenibilità e una maggiore velocità di costruzione. Gli alloggi – considerato anche che si tratta di un partenariato tra pubblico e privato – saranno destinati agli studenti da settembre a giugno, mentre nei mesi di luglio e agosto la proprietà potrà affittare le camere ai turisti.
La cerimonia
Il cantiere non è ancora terminato, ma intanto venerdì 3 luglio si terrà un incontro con la presentazione del progetto della casa dello studente e dell’offerta formativa. Parteciperanno tutti i soggetti coinvolti. E quindi la proprietà, il Consorzio UniOlbia, i rettori Gavino Mariotti (Sassari) e Francesco Mola (Cagliari), l’Ersu dei due atenei sardi, il Cipnes Gallura, le imprese protagoniste del cantiere e i vertici della Regione e naturalmente del Comune.
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