Tempio, in Consiglio è subito scontro: il caso Protezione civile divide l’aula
La sindaca Masu contesta l’assenza di un piano conforme
Tempio È stato un Consiglio lungo e faticoso, quello di ieri, giovedì 30 luglio. Un primo confronto a tutto campo tra maggioranza e gruppi di minoranza, che la presidente Caterina Fresi, munita di timer, ha provato a contenere nei tempi. Un assaggio di quello che si vedrà prossimamente: un gruppo di maggioranza che dirà sempre più la sua di seduta in seduta, e i gruppi di minoranza che in un modo o nell’altro potrebbero convergere su diversi punti. Che sia segno buono o no per sindaca e maggioranza, anche questo lo diranno i tempi che verranno. Non è detto però che i temi più dirimenti siano stati quelli dell’ordine del giorno. La dimostrazione? Il fatto che molti degli interventi più accesi siano stati prodotti quando i consiglieri di minoranza hanno presentato le loro interrogazioni e interpellanze. Ben 14. A tutte la sindaca Masu ha promesso di dare risposta scritta entro i tempi previsti.
Tanti i temi richiamati: la pedonalizzazione di piazza XXV Aprile e le luci colorate del palazzo ex Esit (Anna Paola Aisoni), la crisi del “Paolo Dettori” e l’adesione al Cipnes (Andrea Biancareddu), la paventata uscita di Tempio dall’Unione dei Comuni (Fabrizio Carta), il servizio di gestione dei rifiuti di cui si ipotizza una nuova formula (Gianni Addis). Due, in particolare, i temi che avrebbero potuto accendere oltremodo il dibattito: l’ipotesi che Tempio esca dall’Unione dei Comuni e la recente delibera sull'uso dell'area di Rinaggiu da parte della Protezione Civile. Temi che lasciano intravedere all'orizzonte confronti più accesi, perché i temi in questione hanno travalicato l’ambito del palazzo, e di Unione dei Comuni, raccolta dei rifiuti e Protezione Civile in città si parla.
Lo sa bene Gianna Masu che parlato di questo in apertura: «Quando ci siamo insediati ho scoperto che mancavano carte cogenti a norma di legge. Il Comune non dispone di un piano. Ho sì trovato un fascicolo corposo sull’associazione di volontariato, devo dire di altissimo valore, ma c’è un neo dato dal fatto che agiscono al di fuori di un alveo giuridico coerente». E qui è stata dura la replica di Gianni Addis: «Tempio non era una repubblica del Burundi. Eravamo inseriti nella normativa regionale, e ci si è avvalsi della Protezione Civile per tutte le attività consentite. A più riprese è stato convocato il Coc, non c’è stato nessun disservizio, e c’è stata piena efficienza durante il Covid. Ora si cavilla per nascondere un tentativo maldestro per dire soltanto che il piano va aggiornato, ma ricordo che agli uffici era stato chiesto di procedere già prima del vostro insediamento». Non solo critiche, comunque. La giunta Masu incassa l’unanimità sulla relazione dell’assessora al Bilancio, Susanna Careddu, sulla rottamazione Quinquies, e la parziale approvazione di Paolo Cossu. «I numeri su equilibri e assestamenti sono molto positivi, e questo mi fa sentire la coscienza a posto. È l’eredità di un bilancio molto sano da noi lasciato». Più duri ancora i giudizi sulla Tari. «Nel 2025 - ha spiegato Carta - il gettito Tari era pari a 3 milioni e 300mila euro. Nel 2026 arriva a 3 milioni e 463 mila euro. Sono 162mila e 770 euro in più. È per questo che dobbiamo iniziare seriamente a parlare di tariffazione puntuale».
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