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Olbia, documenti falsi e ricercati internazionali: arresti al porto e in aeroporto

Olbia, documenti falsi e ricercati internazionali: arresti al porto e in aeroporto

Le operazioni della polizia di frontiera nei due scali cittadini

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Olbia Prosegue l’attività della polizia di frontiera di Olbia nell’ambito dei controlli sui passeggeri in arrivo e in partenza, con particolare attenzione alla verifica dei documenti di viaggio, al contrasto dell’immigrazione irregolare e del falso documentale oltre alla verifica delle persone ricercate a livello internazionale. Nel corso delle ultime settimane, il personale dell’Ufficio polizia di frontiera, sia in aeroporto che al porto, ha portato a termine diverse operazioni che hanno consentito di individuare e arrestare persone destinatarie di provvedimenti dell’autorità giudiziaria e di intercettare soggetti che tentavano di eludere i controlli di frontiera mediante l’utilizzo di documenti contraffatti o alterati.

«In particolare – si legge in una nota della Questura di Sassari –, nelle ultime settimane gli operatori hanno rintracciato e tratto in arresto due persone, una cittadina iraniana e un cittadino francese, risultati destinatari di altrettanti mandati di cattura internazionali. Ultimate le attività di rito, i due arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Bancali-Sassari, a disposizione della competente autorità giudiziaria. Successivamente, il personale della polizia di frontiera ha proceduto all’arresto di una cittadina iraniana che, fingendosi una turista, tentava di imbarcarsi su un volo diretto nel Regno Unito utilizzando un passaporto bulgaro risultato falso. L’attività di controllo ha consentito di accertare l’irregolarità del documento e di interrompere il tentativo di superare i controlli di frontiera mediante una falsa identità documentale».

Inoltre il personale dell’Ufficio specializzato nel contrasto al falso documentale, in collaborazione con la Squadra mobile di Cagliari, ha proceduto all’arresto di un cittadino georgiano recentemente rimpatriato, intercettato al porto di Olbia mentre cercava di accedere al territorio nazionale utilizzando una diversa identità. «Nel corso della medesima attività – proseguono dalla Questura – sono stati individuati anche altri due cittadini georgiani, nei confronti dei quali si è proceduto alla segnalazione in stato di libertà, in relazione alla presunta falsificazione dei timbri di ingresso e uscita dall’area Schengen, finalizzata a documentare artificiosamente la regolarità della permanenza sul territorio nazionale. La falsificazione dei timbri di frontiera rappresenta una delle modalità utilizzate per eludere le regole relative alla permanenza nell’area Schengen da parte dei cittadini di Paesi terzi esenti dall’obbligo di visto per soggiorni di breve durata».  L’attività di contrasto a questo fenomeno si avvale della specifica preparazione del personale della polizia di frontiera nel settore del falso documentale, insieme agli strumenti tecnologici e ai sistemi di controllo disponibili nei valichi di frontiera.

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