Olbia Nella sede centrale di UniOlbia, oggi, 25 settembre, è stata presentata la quarta edizione del Festival dell’aerospazio. Tre giornate dedicate alla nuova economia spaziale: un’era di tecnologia, investimenti, ricerca, infrastrutture e competenze. Si terrà al museo archeologico dall’1 al 3 ottobre. Tecnologie abilitanti, space economy lunare, risorse extraterrestri, esplorazione sostenibile, nuove professioni e sviluppo dell’aerospazio in Sardegna fra i principali temi. Olbia diventerà così il luogo di confronto per giovani, universitari e imprenditori, con la partecipazione di importanti astronauti. Saranno infatti gli esploratori dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Meganne Christiane e Luca Parmitano a condividere la loro esperienza con il pubblico del festival. Presenti alla presentazione dell’evento Marilisa Pischedda, direttrice del Festival dell’Aerospazio e fondatrice di AeroSpace Technology Education Center (Astec), il sindaco Settimo Nizzi e Aldo Carta, presidente del Consorzio UniOlbia e direttore generale del Cipnes Gallura. Organizzato da Astec, la manifestazione è sostenuta da Regione Sardegna, Comune, Cipnes Gallura e UniOlbia.
Confronto e sviluppo
L’esplorazione spaziale contemporanea richiede lo sviluppo di tecnologie fuori orbita in grado di generare opportunità sulla Terra. Il 1° ottobre al centro del festival si terranno le conferenze “Abilitare il futuro” e “La Space economy lunare”: tecnologie, investimenti e opportunità”. Dall’intelligenza artificiale alla robotica, l’edizione di quest’anno si concentra sulle tecnologie che rendono possibile la nuova fase dell’esplorazione e dell’economia spaziale. Ospiti d’onore Meganne Christian, ingegnera e scienziata dell’Esa, preceduta da Luca Parmitano, astronauta Esa e protagonista di due missioni di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale. Primo italiano a effettuare una passeggiata spaziale, è stato assegnato come pilota alla missione Artemis III della Nasa, prevista nel 2027. «Una delle manifestazioni più importanti di Olbia, un bene per l’intera comunità – commenta il sindaco Nizzi –. Le edizioni passate hanno mostrato un ritorno considerevole e il fatto che quest’anno ci collegheremo in diretta con chi sta dall’altra parte del mondo e si prepara per un viaggio storico ci rende orgogliosi».
La space economy
Il confronto sui nuovi scenari dell’economia spaziale si estende il 2 ottobre con la tavola rotonda, a porte chiuse, dedicata a risorse extratmosferiche e materie prime, come tappa degli Stati generali della Space economy. «Ospitare una tappa degli Stati generali della Space economy – sostiene la fondatrice di Astec, Marilisa Pischedda – premia il percorso costruito e l’autorevolezza che il festival ha saputo conquistare». Focus anche sullo Space weather, quindi il monitoraggio e la previsione dei fenomeni legati alla meteorologia spaziale e i loro possibili impatti sulla Terra. La giornata conclusiva è dedicata alla Sardegna, isola che guarda all’aerospazio in termini di progetti, investimenti, ricerca, formazione e sviluppo. Il 3 ottobre a confronto istituzioni, università, imprese e protagonisti del comparto sul ruolo che la Sardegna può costruirsi nella nuova Space economy. «Oggi c'è un’economia che si sviluppa con diverse filiere e interessa la Regione con l'attività del distretto aerospaziale – spiega Aldo Carta, presidente UniOlbia –. Questa iniziativa di Astec rappresenta un futuro dove anche le nuove generazioni potranno approfondire la cultura scientifica e raggiungere una nuova economia fatta di imprese innovative e servizi avanzati». Il futuro dell’aerospazio passa per le nuove generazioni e il programma 2026 dedica loro uno spazio che va oltre le conferenze. Durante il festival anche laboratori didattici differenziati per le fasce d’età, con incontri letterari e mostre sulle scienze.