Diciottenne sarda tra i 25 migliori studenti italiani: sarà premiata da Mattarella
Fresca di diploma con lode, al Quirinale riceverà il titolo di Alfiere del Lavoro
Calangianus Si chiama Anna Aiello, è di Calangianus, ha 18 anni e oggi verrà insignita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, della medaglia che ogni anno viene assegnata ai 25 studenti migliori d’Italia. Ha frequentato sino allo scorso giugno il liceo Dettori di Tempio, dove si è diplomata con la massima valutazione e la lode che le commissioni d’esame attribuiscono di solito agli studenti dal percorso scolastico ineccepibile. Proprio come quello di Anna, ragazza solare come il biondo dei capelli e il colore chiaro e vivace dei suoi occhi grandi. Dietro quell’aspetto da principessa normanna (un ramo della genealogia di Anna è del sud dello Stivale, terra di vichinghi e docili valchirie) si cela una personalità molto meticolosa e altrettanto determinata.
Così la definiscono gli insegnanti che hanno avuto modo di conoscerla durante i cinque anni del liceo e che hanno appreso con gioia la notizia della prima ragazza della scuola premiata con il titolo molto esclusivo di Alfiere del Lavoro. Quest’anno sarà l’unica a rappresentare l’isola, come in passato era accaduto ad altri due Alfieri del Lavoro che hanno frequentato il liceo tempiese, autentica fucina di eccellenze scolastiche: Gabriele Muzzu, studente dello Scientifico, e Gianni Bellu, del Classico. Destinata a essere una che brucia brillantemente le tappe (già diplomata e universitaria, Anna compirà 19 anni solo a dicembre), l’ex liceale studia oggi Matematica a Pisa.
«Mi sto trovando bene – dichiara – malgrado le iniziali e inevitabili difficoltà che può incontrare, studiando matematica, uno studente che viene dal classico. Ma ho scelto matematica, perché questa è la passione di sempre che coltivo da quando ero piccola. Lo studio delle discipline classiche mi è stato utile perché ha completato la mia formazione». Come dire che greco e latino, se studiati con la giusta applicazione, possono affinare l’ingegno anche del meno umanista degli spiriti pitagorici. Ben focalizzata sul presente, Anna non ha ancora le idee chiare su quello che farà in futuro. Sa che l’Università assorbirà – e lo sta già facendo – molto del suo tempo, e che Matematica è una facoltà tosta. Non avrà tempo per concedersi qualche passo di danza. Dopo avere fatto classica e moderna per 11 anni, ha dovuto smettere per darci dentro, con tutta l’energia possibile, nello studio.
Chi la conosce sa che ha un sogno nel cassetto e che c’è qualcosa che non le dispiacerebbe fare nella vita. Sarebbe il coronamento di un sogno “antico” e sempre verde. «Sarebbe bello poter fare un giorno matematica applicata, per impegnarmi in uno studio non solo teorico della disciplina». Parole che riflettono il garbato pragmatismo di un’adolescente che misura lo slancio e i passi da fare nella vita, come se non avesse mai smesso di indossare tutù e scarpette da punta. Sembrerebbe una favola, ma è quanto accadrà anche oggi al Quirinale, dove riceverà dalle mani di Mattarella un premio che non è solo un titolo.
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