Vaccini, l'assurda procedura per gli over 80

Occorre avere uno smartphone, conoscere un po' di inglese e saper usare un pc e "forse" la tanto attesa chiamata per immunizzarsi dal Covid arriva

Gli unici contatti di Bill Gates con la Sardegna sono probabilmente legati a brevi soggiorni estivi dalle parti della Costa Smeralda. È quindi improbabile che il creatore di Microsoft si riferisse esplicitamente all’isola quando, in una recente intervista, ha commentato le difficoltà nell’organizzazione delle campagne vaccinali per il Covid 19.

«È deludente vedere come il meccanismo che serve a prendere un appuntamento online per la propria vaccinazione spesso funziona male, con il processo precedente che si sviluppa in modo contorto e inefficiente. Con un semplice codice QR, di quelli che si usano per mille cose diverse ormai, è possibile evitare i rallentamenti burocratici».

Non si riferiva alla Sardegna, ma il giudizio di Gates si adatta perfettamente alla situazione a cui si sta assistendo nell’isola in queste settimane. Una volta uscito dagli ospedali, il sistema di vaccinazione ha arrancato, pur abbellito da annunci che, spesso, non hanno poi trovato attuazione.

Ad esempio, il piano stilato dalla Regione prevedeva la vaccinazione di 13mila over 80 entro febbraio: a ieri erano 3.222. Poi si era detto che il 17 febbraio sarebbe stato attivato il Cup “rafforzato” per le prenotazioni online: nulla da fare anche stavolta. Poi si era detto che si sarebbe partiti il primo marzo con gli sms inviati agli ultra ottantenni.

Ieri l’intervento chiarificatore (si fa per dire) dell’assessore Nieddu che ha spiegato la procedura. Allora, funziona così: un anziano ultra ottantenne riceve sul proprio telefonino un sms che gli segnala di essere abilitato a registrarsi su un link https://vaccinocovid.sardegnasalute.it/vaccinocovid/index.php attraverso la compilazione di due spazi con numero di codice fiscale e numero di tessera sanitaria. Dopo questo adempimento il nostro anziano dovrà attendere pazientemente di essere contattato dall'Ats «per la comunicazione - spiega l’Ansa - della data, dell'ora e del luogo in cui sarà effettuata la somministrazione». In seguito riceverà «tutte le info dovute sulle caratteristiche del farmaco ai fini della sottoscrizione del consenso informato necessario prima dell'inoculazione».

Semplice, no? Basta seguire pedissequamente le istruzioni e attendere. Serve però qualche requisito: bisogna, prima di tutto, aver compiuto almeno 80 anni e essere dotati di telefono cellulare. Poi essere in grado di leggere gli sms o avere un parente o conoscente che sia in grado di assisterci in questo (e nessuna delle due cose è scontata). Poi avere un computer (o uno smartphone), collegarsi a un link, compilare il form, dichiarare di aver letto le regole sulla privacy, attendere in totale relax le comunicazioni dal Cup. Vista la terminologia occorre anche un minimo di conoscenza della lingua inglese per portare a termine questo tortuoso gioco dell’oca dove al traguardo si vince (si spera) l’immunità al Covid.

Ora, senza voler essere populisti a tutti i costi: ma non si poteva prevedere una procedura più snella e semplice, almeno per i nostri anziani che attendono con impazienza una dose che per qualcuno potrebbe segnare la differenza tra vita e morte? Dai palazzi della politica lo sguardo è, inevitabilmente, complessivo. Nella vita di ciascuno di noi è limitato ai nostri cari. E anche un giorno d’attesa in più o in meno può fare tutta la differenza del mondo.
 

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