La forza di essere Semplici

Leonardo Semplici: 12 partite e 20 punti da quando siede sulla panchina rossoblù

Il ruolo fondamentale dell'allenatore nella miracolosa rimonta del Cagliari

Che ci vuole? In fondo è Semplici. Ti assumi la mission impassibile di guidare una squadra in depressione profonda, e la salvi. Ci ragioni, col sorriso e la fiducia. Per quattro gare non va ma intanto ravvivi la brace poi ecco viva la scintilla, ecco un pareggio quattro vittorie quella fondamentalissima di ieri a Benevento e adesso sul fondo il Cagliari non c'è più, grazie a Semplici. Eppure all'85' ieri era ancora difficile, con quel rigore che poteva dare il pari ai campani, un rigore rimangiato perché non c'era.

E il calcio è meravigliosa epica rossoblù perché dal possibile 2-2 il Cagliari si è issato sul 3-1 come a dire: avevamo ragione noi. Ha avuto ragione un allenatore che non urla, che non dà spettacolo né fa moda. Gioca e ottiene risultati, sic et Sempliciter. Non è ancora finita, la salvezza non è matematica ma la formula per raggiungerla c'è, ed è vincente. E se mercoledì batti la Fiorentina in casa e il Benevento perde a Bergamo, Cagliari ci sei. Ci resti, in serie A.

E potrai guardare indietro nel tempo e nella classifica, dietro fino a 20 giorni fa, a quando non ci credeva quasi nessuno. A quando il presidente Giulini si era arreso all'evidenza e aveva dovuto salutare il doverosamente difeso Di Francesco e insieme un sogno che per diventare realtà ha ancora bisogno di tempo, in quest’isola. Come Zeman, chiamato coraggiosamente l'anno del ritorno dalla B, Di Francesco ha bisogno di altri giocatori, per potergli cucire addosso il suo gioco.

Il presidente stavolta era sicuro di avere la squadra adatta, dopo un mercato vero e l'acquisto più costoso della sua storia: un Nandez sempre al massimo. Non è stato così, a Di Francesco è sempre mancato quel qualcosina per fare prima vittoria e poi almeno pareggio. E' arrivato in corsa Nainggolan, qualcuno si è perso per strada, Giulini ha insistito, poi la scelta giusta: magari non un genio ma un vero Leonardo del calcio sì, cresciuto a serie minori e Spal e pronto per entrare non in punta di scarpini ma deciso, forte, in uno spogliatoio che ha unito traendo il meglio da ciascuno, e da se stesso.

Senza dogmi, cambiando Carboni se non è in giornata come ieri, senza sacri schemi fissi ma con un gruppo sempre pronto a mordere. Non è ancora fatta, ma Semplici la conferma alla guida del Cagliari l'ha già meritata, non solo perché scatterebbe automatica con la salvezza. Sarà ancora serie A e lei allora lo confermi due volte, presidente. Se l'è meritato l'allenatore, lo ha meritato la squadra, lo avete meritato lei e tutti i tifosi.

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