No vax, l'egoismo irresponsabile

Una manifestazione no vax e no green pass a Milano

Aumenta il rischio di contagi e di nuove varianti - IL COMMENTO

Ed eccoci, ancora, ad un bivio della pandemia, quanto mai scivoloso. Il numero di infezioni sta aumentando. Tredici regioni – non la Sardegna – sopra la soglia di contagi. In Italia – contrariamente a quanto sta accadendo in altri Paesi europei – la situazione è ancora sotto controllo e il numero dei posti occupati nelle aree mediche e nelle terapie intensive rimane sotto il livello di criticità. Il drammatico scenario di ospedali traboccanti, operatori sanitari esausti e migliaia di morti inutili è ben lontano, ma l’avvicinarsi della stagione fredda e la possibilità che i luoghi chiusi spingano la trasmissione del contagio fanno temere la risalita della curva epidemiologica. Un rischio che, insieme al pericolo del diffondersi di nuove varianti, feroci come Delta, sta inducendo vari Paesi europei a mettere in campo misure restrittive e l’Italia ad intensificare gli appelli a sottoporsi alla vaccinazione.

Appelli che hanno ricevuto, fin qui, poco ascolto. Masse di no vax e no green pass e oppositori vari tumultuano nelle piazze cittadine del sabato italiano, comprese quelle di Sassari e Cagliari, mettendo tra parentesi la salute collettiva, le storie di no vax rimaste vittime del loro rifiuto del vaccino, il pericolo del contagio e la forza dei numeri dell’Istituto Superiore di Sanità (che attestano che chi non è vaccinato rischia di contagiarsi sei volte in più dei vaccinati). Tra loro i contrari per principio e per paura del vaccino, gli indecisi, i critici verso la scienza e gli scienziati, i seguaci delle teorie della cospirazione, gli scettici sull’efficacia e sulla sicurezza, gli accusatori di “lesa costituzione”. Poche mascherine e nessun distanziamento, in spregio delle misure di salute pubblica che sono stati fondamentali per rallentare la diffusione della malattia. È persino troppo facile prevedere che alcuni di questi eventi faranno impennare la curva dei contagi nei prossimi giorni. Non per niente, come informano spesso le cronache, SARS-CoV-2 è spesso associato a eventi di superdiffusione in cui molte persone vengono infettate contemporaneamente, spesso da uno o pochissimi individui infetti. Sempre presente, la vaccine hesitancy ha rappresentato, in ogni tempo - e in particolare nel nostro, in una fase così delicata e cruciale - una minaccia per il successo della vaccinazione.

Più infezioni si verificano, più è probabile che si presentino nuove varianti, e altre, più pericolose ancora, sono forse in agguato, pronte ad entrare in campo, mettendo a rischio la salute di tutti, la ritrovata normalità della vita sociale, la confortante ripresa di vasti settori dell’economia. In Italia - che non ha una tradizione storica di antivaccinismo - è del 9 per cento, stando ai sondaggi, la percentuale degli irrimediabilmente contrari, decisi a non farsi inoculare il vaccino anti Covid , qualunque esso sia, mRna o “tradizionale”. A questo nocciolo duro occorre aggiungere gli indecisi e i riluttanti. Alcuni milioni di persone non vaccinate, ciascuna delle quali può accendere un focolaio e appiccare un incendio epidemico. Dovremo aprire gli occhi di fronte a questa realtà, considerato che il virus circola ancora tra noi. Ogni persona infetta offre al coronavirus un'altra opportunità di trasformarsi in una nuova variante. E tutti saremo più vulnerabili fino a quando non saranno immunizzate persone che ora si rifiutano, ostinatamente, di aderire alla campagna d’immunizzazione. Se i vaccinati sono protetti da gravi malattie e morte, non si può sottovalutare ciò che comporta la presenza così elevata di non immunizzati. A cominciare dalla mancanza di sicurezza che ci costringe ad indossare le mascherine anche all’aperto, mentre continua a dominare un’ansia: se i numeri continuassero a salire, potrebbero tornare le restrizioni e i colori, rosso, giallo, arancione, che hanno diviso territori e regioni. Mai, nel passato, in tempo di pace e di guerra, nel fuoco di un’ondata epidemica o dopo una catastrofe naturale, una bizzarra minoranza di cittadini è arrivata a tenere in ostaggio la maggioranza, sventolando la bandiera di un egoismo che sfiora l’irresponsabilità.

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