La Nuova Sardegna

I segreti Usa

L’impatto dei leaks dell’aviere Jack Teixeira

di Nicolò Migheli
L’impatto dei leaks dell’aviere Jack Teixeira

Il Capo di stato maggiore Mark Milley in una intervista alla Cnn ha ammesso che i servizi dipendono da giovani informatici che dominano le nuove tecnologie, pilotano droni, per questa ragione sono a conoscenza di documenti delicati

23 aprile 2023
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Le agenzie di intelligence americane sono 17. Il Washington Post nel 2010 stimava gli addetti in 854 mila con livelli diversi di accesso alle informazioni classificate. La spesa del settore nel 2020 sarebbe stata 85,8 miliardi di dollari. Stima al ribasso, perché parte dei fondi restano segreti. In un apparato così complesso e vasto è molto probabile che si nasconda la spia che agisce per conto d’altri o semplicemente per vanità e narcisismo come l’aviere Jack Teixeira, pronti a rivelare documenti riservati. Il Capo di stato maggiore Usa Mark Milley in una intervista alla Cnn ha ammesso che i servizi dipendono da giovani informatici che dominano le nuove tecnologie, pilotano droni, per questa ragione sono a conoscenza di documenti delicati.

Quel che non ha detto è che forse quei servizi hanno un problema nella selezione del personale. L’amministrazione Biden pur mostrando preoccupazione per la fuga di notizie ufficialmente non si agita più di tanto. I media vicini si affrettano a scrivere che in quei leaks non vi è la gravità che vi fu con le rivelazioni dell’ex agente del Nsa Snowden o di Chelsea Manning che rivelò i crimini di guerra in Afghanistan consegnando i file a WikiLeaks. Secondo loro le informazioni militari sulla guerra in Ucraina sarebbero datate. Gli stessi russi confermano seccamente con un «lo sapevamo» anche se hanno dichiarato di doverle analizzare ancora attentamente. I meno preoccupati sembrano gli ucraini, i quali sostengono che i piani per la prossima offensiva e sul proseguo della campagna sono a conoscenza di pochissime alte personalità. Posto che queste affermazioni siano vere e che il danno sulle operazioni sia minimo, c’è un aspetto che rischia di mettere in difficoltà le agenzie Usa. Nel 2013 a seguito del caso Snowden apparve la notizia che i servizi russi non fidandosi dei computer avessero acquistato macchine da scrivere elettroniche destinate alla redazione dei documenti più importanti. L’ex responsabile del servizio antiterrorismo del Kgb Luzenko in quell’occasione disse che era una preoccupazione inutile. I documenti possono essere fotografati e fotocopiati e che esistevano chip che inserite nelle macchine potevano leggere i fogli e trasmetterli. Indipendentemente da queste precauzioni, i leaks di Texeira hanno rivelato il grado di penetrazione Usa nel Cremlino tanto da prevenirne le mosse. Cosa che comporterà indagini interne. Non ci sarà da meravigliarsi se tra qualche tempo aumenterà il numero di suicidi o di accidentali cadute dalle finestre di quadri importanti. Da un lato per gli Usa potrebbe essere un fattore positivo perché accrescerà la sfiducia reciproca tra gli avversari, dall’altra significherà una perdita importante di informazioni e una rete da ricostruire. Il danno maggiore però è tra gli alleati degli Usa, benché consapevoli che ci si spia anche tra amici, non hanno certo accolto con sollievo che questo sia di pubblico dominio. Anche in questo caso quei leaks instilleranno sfiducia reciproca, le informazioni in possesso di un servizio non è detto che verranno trasmesse a quello amico. Diffidenza non solo tra agenzie e apparati di sicurezza, ma che inevitabilmente avrà conseguenze sul versante politico e delle alleanze. La guerra contro l’Ucraina in quest’ultimo anno ha mostrato una unità ritrovata della Nato e della Ue, ma le linee di faglia rimaste sotto traccia con il prolungamento del conflitto tendono a riemergere. È il caso della posizione della Francia di Macron che proprio adesso rilancia il concetto di autonomia strategica europea. Posizione non condivisa in toto dagli altri Paesi che temono l’egemonia francese. Loro sono gli unici nella Ue ad avere un deterrente nucleare. Lo stesso viaggio in Cina di Macron viene letto più sul versante dell’interesse nazionale d’Oltralpe che su quello europeo. Le rivelazioni dell’aviere Texeira finiscono per essere sale sulle ferite.

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