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cronaca

La canzone contesa: spunta un terzo autore

Ieri sfilata di testimoni al processo che vede Benito Urgu imputato di plagio Un ex funzionario Siae dice: «L’ho scritta io e si intitolava Bambola»


23 ottobre 2013 di Caterina Cossu


ORISTANO. «Sto combattendo per una verità, così come la controparte combatte per la propria. Ma potrebbero essere entrambe delle bugie». Un’osservazione certamente criptica ieri da parte di Benito Urgu, che continua a ripetere dalle prime fasi del processo. «C’è chi osa dare all’altro del bugiardo, e chi invece tace e aspetterà gli esiti di questa vicenda processuale».

È abbottonato ma non appare sconfitto, almeno moralmente, il cabarettista oristanese. Di certo, ha sempre il tempo per sdrammatizzare con una battuta. «È un gioco da ragazzi diventato un gioco da grandi e la crisi oggi fa abbaiare i gatti» commenta mentre abbandona l’aula in una piccola pausa dell’udienza. La questione però è seria, davanti al Tribunale di Roma e ieri davanti al giudice civile di Oristano per la raccolta delle prove testimoniali in loco che va avanti da qualche mese. L’editore oristanese Silvio Pulisci, difeso dagli avvocati Renato Labriola e Paola Massidda, accusa il cabarettista di plagio e vuole che gli venga riconosciuta la paternità di “Su twist de Giuannica”. Il brano era stato registrato da Benito Urgu, difeso dall’avvocato Giuseppe Luigi Bandinu (ieri sostituito dal collega Gianfranco Congiu), come proprio nel 1982 alla Siae, gesto che secondo Pulisci varrebbe un risarcimento da 150mila euro per violazione dei diritti d’autore e per i danni morali conseguenti.

Ieri un teste presentato dalla difesa, il funzionario della Siae Sandro De Vita, ora in pensione, ha raccontato un’altra versione del fatto incriminato. E cioè che la canzone dedicata a Giuannica avrebbe in realtà un’altra e ulteriore matrice. Si tratterebbe di un brano sconosciuto ai più, intitolato Bambola e scritto dallo stesso De Vita. Fu lui a farlo ascoltare a Benito Urgu che sarebbe rimasto entusiasta per la melodia, avrebbe poi scritto il testo in sardo e creato così il celebre brano che oggi è conteso tra i due personaggi oristanesi.

Versione che fa certamente a pugni con quella data nella scorsa udienza da Giancarlo Cruccas, allora cantante dei The Jolly’s di Pulisci e che ha giurato davanti al giudice di aver assistito personalmente alla genesi del Twist, musica scritta da Silvio Pulisci e parole messe insieme da tutta la band. Dove stia la verità lo stabilirà il giudice. De Vita ha poi confermato che è una vita che sente Benito Urgu cantare e suonare Su twist in ogni sua forma conosciuta. La sua prova testimoniale non è ancora finita e molto tecniche sono state le deposizioni degli altri testimoni.

Tra queste, anche quella di uno dei “ragazzi” degli anni ’50 che proprio nel 1959 aveva fatto da fonico ai Nuraghi e sentì, riarrangiò e suonò con loro l'incriminato brano.

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