«Mai vista una cosa del genere»

La testimonianza: il comandante della polizia locale racconta i giorni del dramma

URAS. Hanno lavorato quasi ininterrottamente per giorni in mezzo all’acqua e al fango insieme ai vigili del fuoco alle altre forze di polizia e alla protezione civile. Un lavoro impegnativo quello svolto dalla polizia locale dell’unione dei comuni di Uras, Terralba e Arcidano. Avevano il compito di presidiare e controllare il vasto territori ma non hanno lesinato gli sforzi per trarre persone in salvo e aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione.

Sergio Cogato, comandate della polizia locale dell’Unione dei Comuni, era in ferie quando è arrivata il primo allarme lanciato dalla Protezione civile. «Non ho perso neppure un minuto quando è scattata l’emergenza – ha ricordato Sergio Cogato – quando è arrivata l’onda di piena del Rio Mogoro ho allertato gli altri cinque colleghi e abbiamo predisposto i servizi di emergenza. Con il coordinamento di polizia e carabinieri abbiamo diviso le zone in intervento con lo scopo primario di bloccare il traffico all’ingresso di Uras – ha spiegato il comandante Cogato – in poche ore purtroppo è successo di tutto. Non avevo mai visto una cosa del genere, così come era veramente impensabile che la situazione sarebbe precipitata in quel modo. La pioggia da record e il fiume hanno riversato tutta quell’acqua nel paese colpendo la zone più basse».

L’acqua ha invaso prima le strade e poi si è fatta strada negli scantinati sino a salire oltre un metro, la periferia di Uras è stata la prima ad allagarsi, sommergendo capannoni, ovili e case coloniche.

«Quando la situazione si è fatta più grave abbiamo dato una mano ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine, individuando le abitazioni e le zone più a rischio. Purtroppo abbiamo avuto anche noi una vittima a causa di questa spaventosa alluvione».

Elia Sanna

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