Caso di tubercolosi nell’accampamento, vertice in prefettura
Il prefetto De Vivo ha ricevuto l’assessore Maria Obinu Nei prossimi giorni un nuovo incontro con il sindaco
ORISTANO. Il rischio epidemia non sembra reale. La preoccupazione però c’è e non riguarda solo gli aspetti sanitari, ma anche quelli di pubblica sicurezza. Così ieri mattina in prefettura c’è stato un primo incontro tra il prefetto Vincenzo De Vivo e l’assessore ai Servizi sociali del Comune, Maria Obinu.
Il caso di tubercolosi, accertato sulla stessa donna che si era ammalata esattamente un anno fa, ha fatto nuovamente accendere i riflettori sulla comunità rom che da diversi anni ha trovato dimora in alloggi di fortuna sulle sponde del Tirso, dove ha messo in piedi una piccola baraccopoli. Le condizioni di salute della donna non sono gravi, ma il nuovo caso, secondo gli accertamenti fatti dai medici dell’ospedale cagliaritano in cui è ricoverata, pare sia molto più serio del precedente. È comunque l’unico episodio in cui la tubercolosi si è manifestata, mentre altri componenti della comunità sarebbero stati contagiati, ma la Tbc è rimasta latente.
La vera novità è però l’incontro in prefettura, dove l’assessore ha chiesto un aiuto alle forze dell’ordine. «Il Comune non può essere lasciato solo ad affrontare questa situazione – ha spiegato Maria Obinu – e ho apprezzato molto la disponibilità e l’interessamento del questore. Ora dobbiamo valutare insieme la situazione per capire come sia possibile intervenire al meglio».
Di sgombero non si è parlato, anche perché l’obiettivo comune è proprio di evitare una soluzione drastica. Ci sono però alcuni elementi sul tavolo della discussione che non possono essere ignorati ed è per questo che le parti si rivedranno a breve, ma con un convenuto in più, il sindaco Guido Tendas. La legge infatti prevede che lo sgombero possa essere deciso in due casi: nel primo, quello determinato da motivi igienici e sanitari, le competenze sono del primo cittadino; nel secondo, quello che riguarda questioni legate alla sicurezza pubblica, è proprio la prefettura a dover prendere in mano il timone.
L’incontro è stato definito «Interlocutorio», anche dal prefetto Vincenzo De Vivo che ha ribadito la necessità di «Approfondire il discorso anche alla presenza del sindaco. È stato comunque un primo approccio utile alla vicenda e nei prossimi giorni avremo un quadro più dettagliato». Insediatosi da pochi mesi, il prefetto non aveva ancora avuto modo di affrontare l’argomento rom che era stato invece al centro di diversi incontri tra il suo predecessore e l’amministrazione comunale proprio nei momenti caldi del precedente caso di tubercolosi, dell’incendio dell’accampamento e del presunto caso di prostituzione che avrebbe visto coinvolta una ragazzina minorenne rom.
Proprio in quell’occasione, in seguito al controllo pressante delle forze dell’ordine, il campo era rimasto sgombro per alcune settimane. Successivamente però le famiglie rom hanno ripreso possesso delle loro vecchie baracche che, anzi, ora sembrano anche di numero superiore a quelle del recente passato. Segnale che nuovi nuclei hanno deciso di scegliere Oristano come dimora?
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