La Nuova Sardegna

Oristano

Luce e acqua, paghino le società sportive

di Caterina Cossu
Luce e acqua, paghino le società sportive

L’assessore Naitza: «Chi prenderà in gestione gli impianti municipali dovrà trasferire la titolarità delle utenze»

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ORISTANO. Le società sportive che prenderanno in gestione le strutture del Comune pagheranno da sé le utenze. Una certezza c’è sugli impianti sportivi, nel marasma di “non so” e “vedremo”, procrastinati a un futuro non meglio identificato. «Non si può pensare che le cose possano continuare così e che l’amministrazione continui a rimetterci dei soldi — ha dichiarato ieri l’assessore allo Sport, Emilio Naitza —. Studieremo dei bandi che saranno differenti per struttura e che si adatteranno certamente alle esigenze delle società, ma con un punto fermo: le società dovranno pagare le spese delle utenze».

Potrebbe anche essere abolita anche la forma classica della corresponsione del canone di affitto, con l’adozione di piani di assegnazione appunto particolareggiati. Questi dettagli «saranno studiati nel frattempo che andranno avanti i lavori. Dopo di che ci saranno i collaudi delle strutture, cui seguirà un bando unico con un’assegnazione in contemporanea di tutti gli impianti sportivi, proprio per evitare il caos che fino a oggi ha dominato la gestione delle strutture, un’idea che aveva già lanciato il mio predecessore Peppino Marras».

Emilio Naitza non può però dare tempistiche. Benché i soldi del Pia regionale siano stati stanziati da quell’era geologica che le amministrazioni chiamano ‘tempi tecnici’ — un milione e 250mila euro inseriti nello studio di Fattibilità approvato con delibera comunale nel novembre del 2009 e destinati nello specifico alla riqualificazione degli impianti sportivi — la gara d’appalto è prevista «a breve, ma con i soliti tempi delle amministrazioni. I lavori sono già programmati e stanno per essere ultimate le progettazioni» ha aggiunto Emilio Naitza.

Il problema, allo stato attuale, resta la fatiscenza e l'inadeguatezza le strutture. Una su tutte, per portare un esempio — inserito peraltro nel programma della campagna elettorale del sindaco (della cui giunta l’assessore allo Sport fa parte), Guido Tendas — è il campo da calcio di Silì dove mancano molte cose, da un impianto di illuminazione adeguato ai bagni. Alla mancanza di questi ultimi, pare che si faccia fronte occasionalmente con l’installazione saltuaria di bagni chimici, che vengono pagati di volta in volta dal Comune cifre anche importanti, come 150 euro l’uno.

«Non ne so nulla, meglio una verifica — ha risposto a ragione Emilio Naitza —. Da cittadino posso dire che, se fosse accertata questa circostanza, sarei indignato senza alcun dubbio. Come amministratore, devo purtroppo constatare che quando, e se, accadono cose di questo tipo è perché, ripeto, i tempi dell’amministrazione sono biblici».

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