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Teppisti beffati da “Vandalus”

Teppisti beffati da “Vandalus”

I coltivatori di Torangius hanno salvato i pomodorini distrutti

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ORISTANO. Il bene non vince sul male solo nei fumetti, nei libri o nei film. Gli eroi, grandi o piccoli che siano, non combattono per il bene solo nella finzione. Spesso, con gesti semplici, rispondono a chi voleva cancellare la loro opera convinto che distruggere sia meglio che creare. E pensare che gli anti eroi vestiti da vandali erano convinti di aver vinto la loro battaglia.

Invece sbagliavano, perché dal giorno in cui un raid vandalico ha devastato le colture nei terreni di Torangius in cui sorgono gli orti urbani, i coltivatori hanno reagito. Non solo hanno rimesso in piedi le installazioni, ma con l’ingegno hanno salvato ciò che i teppisti erano convinti di aver cancellato per sempre.

Nei giorni che precedettero il raid del 14 giugno erano state messe a dimora alcune piante di pomodoro che avevano già dato i primi frutti. Certo, la maturazione era lontana, così quando le piante furono falciate c’erano solo pomodori verdi. Nel famoso e bellissimo film venivano fritti, ma questi sono pomodori piccoli e non erano adatti. Così i coltivatori degli orti urbani hanno deciso di farli sott’olio. Prima li hanno raccolti, poi li hanno cotti in acqua bollente e infine li hanno sistemati nei barattoli che ora hanno anche un’etichetta con cui si sbeffeggiano i devastatori. Quei pomodorini ora si chiamano “Vandalus”e non arrivano da Torangius, ma da Ortangius.

Per raccontare questa storia, i coltivatori degli orti urbani hanno usato le foto che spiegano l’intera catena produttiva con qualche didascalia che non ha bisogno di ulteriori commenti, soprattutto laddove si dice: «Secondo il motto, quello che succede conviene...Nasce Vandalus! Pomodori verdi sott’olio, una risposta che crea dove altri volevano solo distruggere».

Enrico Carta

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