Il sindaco: «Troppi rom abusivi»
San Nicolò Arcidano, allarme del Comune per la situazione al campo nomadi: «Regole non rispettate»
ARCIDANO. Ingresso vietato e fotografie temute come la peste. È il segnale che il clima attorno al campo nomadi si sta surriscaldando. Coi cancelli impenetrabili e la voglia di parlare pari a zero tra i componenti della comunità rom, l’unica voce che risuona è quella del sindaco Emanuele Cera. L’episodio della giovane condannata alla misura dell’obbligo di dimora da scontare nel campo di Arcidano, nonostante sia residente in un’altra struttura di accoglienza per nomadi, è stato l’ultimo di una serie di episodi.
Il primo cittadino prova a spegnere l’incendio che cova sotto la cenere dicendo: «La situazione non è fuori controllo», non siamo più in un momento di calma piatta. La lettera dai toni alquanto duri inviata a tutte le autorità, dal tribunale alle forze di sicurezza, dalla Regione alle autorità mediche, è il chiaro segnale che c’è qualcosa che rischia di spezzarsi. «Un paese di 2.800 abitanti sta ospitando dagli anni ’80 una comunità che oggi è arrivata a contare 95 unità, con 40 bambini, secondo l’ultimo censimento». Il guaio sta proprio in quel numero, che viene ritenuto assolutamente inattendibile. «Ci vuol poco per accorgersi che il campo accoglie ormai tante altre persone – prosegue Emanuele Cera –. Riteniamo vi stia dimorando almeno una ventina di persone in più che non hanno titolo ad esservi ospitate. E questi sono episodi che bisogna stroncare».
Insomma, dal rispetto della legalità e delle regole da essa imposte, non si deve transigere e l’ultimo caso diventa un paradosso. «Ormai è un braccio di ferro continuo – prosegue Emanuele Cera –. Abbiamo a che fare con le nuove generazioni che trovano compagni di vita che vorrebbero venire a risiedere da noi, ma questo non è previsto dal regolamento. Nel campo può risiedere solamente chi vi nasce e gli abitanti di Arcidano non gradiscono nuovi ingressi».
A nulla però sono sin qui servite le mediazioni. Lo stesso sindaco, nei mesi scorsi, si è recato in Regione con una delegazione di rom. A Cagliari è stato loro ribadito che gli ingressi al campo sono contingentati. Ma nelle ultime settimane la situazione sarebbe peggiorata drasticamente. «Ci sono tantissime persone in giro per il paese che nessuno conosce – racconta Emanuele Cera –. C’è stata una festa nel campo con almeno trecento persone e altre violazioni che stanno andando oltre le regole della convivenza civile. Anche i controlli sanitari sono carenti. Ci siamo rivolti alla Asl per sapere se vengano eseguite le vaccinazioni ai bambini, ma non abbiamo ottenuto risposte». E così nessuna delle autorità dà certezze e il Comune è isolato nel fronteggiare una situazione che rischia di diventare pericolosa. «Il nostro non vuol essere un pronunciamento pro o contro il campo, però in giro c’è aria di rivolta. Chi vive ad Arcidano lo percepisce e a maggior ragione chi amministra. La comunità rom assorbe molta parte delle risorse destinate ai servizi sociali e in un momento di grave crisi come questo, se la legalità non viene fatta rispettare, il rischio che si inneschino situazioni poco piacevoli è reale».
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