La Nuova Sardegna

Oristano

la battaglia di luigi zucca

Il “ribelle” finisce di nuovo in questura

Il “ribelle” finisce di nuovo in questura

Multa e sequestro della carta d’identità emessa da “Repubblica de Sardinnia”

29 agosto 2014
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ORISTANO. Una multa salata per la mancata esposizione del tagliando dell'assicurazione sulla vecchia Panda bianca targata Roma e un verbale di sequestro per il documento di identità personale rilasciato dalla "Repubblica de Sardinnia". Luigi Zucca, ambulante di Marrubiu protagonista di mille battaglie «per la Zona franca integrale e contro tutti i soprusi dello stato italico» non se l'è presa per la multa, che naturalmente non ha alcuna intenzione di pagare, e neanche per il sequestro del tesserino plastificato di riconoscimento, per il quale anzi ha cantato vittoria e all'uscita dagli uffici della Questura, dove è rimasto per tre ore, ha annunciato assieme agli amici del Movimentu de Liberatzioni Natzionali Sardu che lo aspettavano che una copia del verbale di sequestro sarà inviata all'Onu per denunciare il mancato riconoscimento del Movimento di liberazione nazionale sardo e dei suoi documenti da parte dello Stato italiano.

È successo tutto ieri mattina. Il controllo da parte della polizia è scattato alle 10,50 nel parcheggio sterrato davanti ai palazzi della Questura e della Prefettura di via Beatrice d'Arborea dove Zucca stava vendendo pomodori da insalata e da sugo.

Quando ha esibito il tesserino con l'intestazione Repubbrica de Sardinnia sono scattate le procedure di riconoscimento e ha dovuto seguire i poliziotti in Questura. Negli uffici della Sezione volanti si è rifiutato di posare per la foto segnaletica e anche di firmare il verbale di sequestro, dove c'è scritto che il tesserino esibito è «non riconosciuto dallo Stato italiano».

«"Che invece deve riconoscerlo perché rilasciato da un movimento di liberazione nazionale costituito secondo le regole stabilite dall'Organizzazione delle Nazioni Unite» spiegano i dirigenti e militanti del Movimento che hanno atteso per due ore davanti alla Questura la "liberazione" di Zucca.

Da parte sua Zucca contesta comunque l'inziativa della Polizia nei suoi confronti: «È stata una iniziativa mirata, ma se la prendono con me che cercavo di vendere qualche cassetta di pomodori perché altrimenti mio figlio oggi non aveva niente da mangiare e non si sono mai accorti che quel parcheggio è completamente fuorilegge e molto pericoloso». (fgp)

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