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Oristano

Gian Antonio Stella a “Pianeta in vendita”

Gian Antonio Stella a “Pianeta in vendita”

Il giornalista all’incontro sulle emergenze ambientali promosso da Osvic, Italia Nostra e Unla

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ORISTANO. Il capoluogo ha tenuto a battesimo la seconda edizione di “Pianeta in vendita” l'iniziativa itinerante che con una serie di documentari racconta le gravi emergenze ambientali e del dissesto idrogeologico del nostro paese.

Ad Oristano la manifestazione ha avuto quale ospite il giornalista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella. Con i suoi libri e le inchieste di denuncia, in questi anni, ha raccontato l'attacco sistematico e le aggressioni subite dall'ambiente e dal territorio nel nostro paese.

L'appuntamento di Oristano, promosso dall'Osvic, da Italia Nostra e dall'Unla di Oristano, ha proposto, per il secondo anno consecutivo, un’analisi dell’argomento “Terra”, la tutela dei paesaggi e la resistenza dei territori, attraverso lo strumento del cinema.

Le immagini delle devastazioni di Genova, e di quelle più recenti che hanno colpito l'isola, per ricordare le numerose emergenze ambientali e sociali che continuano ad interessare il territorio regionale. Della terra che continua a subire l’attacco indiscriminato al paesaggio, con un focus particolare sul tema del dissesto idro-geologico del territorio.

Gian Antonio Stella si è soffermato proprio su questi temi ribadendo come il problema della devastazione del territorio sia planetario e che non riguardi solo il nostro paese o la Sardegna. Ha messo in evidenza come la politica in questo millennio abbia favorito la speculazione e gli affari delle lobbies legati al cemento.

«Ho notato che c'è da nord a sud c'è una presa di coscienza su queste tematiche ambientali tra i cittadini – ha osservato Gian Antonio Stella –. Mi auguro che queste tematiche possano ulteriormente allargarsi e coinvolgere maggiormente l'opinione pubblica, non certo i partiti che sono sempre alla ricerca di finanziamenti e di accordi con le imprese. La Sardegna ha tentato nel passato di arginare la speculazione edilizia lungo le coste per la salvaguardia del suo prezioso ambiente – ha ricordato Stella –, lo ha fatto proprio con il Piano paesaggistico. Uno strumento innovativo ma che è costato poi la poltrona al presidente della Regione Renato Soru».

I documentari “Fango” di Emanuele Piccardo e “La Conchiglia” di Abdulkadir Ahmed Said, hanno raccontato le violazioni dei diritti di comunità e dei popoli, ma anche l’impegno prezioso dei comitati e delle associazioni che in ogni parte del mondo sono accomunati da un sottile “filo rosso”: la volontà di porre i beni comuni fuori da qualsiasi logica di mercato e di speculazione, nel “ritorno alla terra” e ai suoi valori imprescindibili. Prossimo appuntamento il 15 ottobre a Sant’Antioco.

Elia Sanna

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