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Halloween rivisitata in chiave locale

Halloween rivisitata in chiave locale

BOSA. La festa di Halloween rivista in salsa locale dal comitato promotore di una manifestazione che animerà vie e piazze del centro cittadino da questo pomeriggio. A Bosa di divertimento se ne...

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BOSA. La festa di Halloween rivista in salsa locale dal comitato promotore di una manifestazione che animerà vie e piazze del centro cittadino da questo pomeriggio. A Bosa di divertimento se ne intendono e anche di tradizioni. La fama dei riti del carnevale bosano ha varcato i confini dell’isola. Ma se all’ordine del giorno c’è la parola festa, va bene anche qualcosa che è estraneo alla tradizione locale. L’idea è sostenuta da Msp Bosa e Pro Loco, in collaborazione con il comitato locale della Croce rossa e dell’associazione Sperazampetta, con il patrocinio del Comune di Bosa. Che si traduce in “Halloween Bosa 2014” con programma in avvio dalle 16 e che proseguirà fino a sera. Volley, basket, calcio, judo, nordic walking, palestra, danza le discipline sportive in programma tra il Corso e le piazze Gioberti e Monumento (che ospiterà anche gli eventi di Croce Rossa e Sperazampetta). Mentre al termine delle esibizioni, nella piazza Costituzione (Piazza Fontana) intorno alle 20, si terrà una lettura per bambini con le leggende del rito sardo di Su Mortu Mortu, tanto per non slegarsi eccessivamente dalla memoria isolana.

La festa che in salsa locale, ricorda un anziano di Bosa tra le pieghe della memoria, si chiamava a quanto pare “Sa notte ‘e sas istrias”. Mentre resiste un’altra tradizione, che si lega al radicato culto dei defunti, ancora praticata in molte famiglie della città del Temo e della Planargia. Quella “Mesa ‘e sos moltos” (la mensa, cena, dedicata ai morti) imbandita proprio nella notte tra il 31 ottobre ed il primo novembre. Con la pastasciutta condita con il sugo di gallina, il pane, l’acqua, il vino, il caffè, la frutta fresca e secca di stagione, i Pabassinos e, se necessario, anche il tabacco o un oggetto caro alla persona scomparsa. Il tutto rigorosamente senza posate e con un lume acceso. Mentre nella serata i più piccoli bussavano alle case ottenendo frutta e dolci di stagione, non prima di aver recitato una invocazione che variava da paese a paese. Ma senza maschera e l’acquisito “dolcetto o scherzetto” di recente importazione. (al.fa.)

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