Computer violati per rubare centinaia di indirizzi e-mail
Colpiti gli studi di un avvocato e di una commercialista Un’operazione partita dall’India. I consigli della Polpost
ORISTANO. Alcune settimane era stato preso di mira il computer di un avvocato. Nei giorni scorsi è toccato ad una nota commercialista di Oristano: si intensificano anche nel capoluogo gli attacchi informatici degli hacker. I pirati del web hanno in pratica violato i dati salienti dei due professionisti con lo scopo di impossessarsi delle e mail dei loro clienti.
L’obiettivo è quello di utilizzare gli indirizzi con lo scopo di inviare delle e mail per cercare di intascare del denaro. Una volta arrivata a destinazione, la posta “pirata”, il cosiddetto “phishing”, rischia di diventare una seria minaccia per centinaia di persone.
Purtroppo c'è anche chi è caduto nella rete tessuta da questi abili hacker che non conoscono ostacoli e riescono quasi sempre a violare le poche difese che vengono utilizzare nel proprio computer. L'aspetto più preoccupante per i professionisti è che spesso, proprio come è capitato ad legale di Oristano, oltre a portare via dati sensibili, coperti dalla privacy, cancellano la memoria del pc arrecando ulteriori danni alle vittime dei tentativi di truffa informatica.
L'ultimo episodio, come detto, ha interessato una commercialista creandogli disagi e soprattutto facendole perdere del tempo prezioso. «Ho scoperto la violazione del computer grazie alla segnalazione di un cliente – ha raccontato la commercialista – al quale era arrivata una mia email con la quale veniva informata che ero bloccata a Londra dopo aver perso documenti e portafoglio.
Nel dettaglio, con la missiva si chiedeva all'interessato di inviare attraverso un transazione finanziaria o di un bonifico, del denaro per poter rientrare in Sardegna. In poche ore ho ricevuto decine di telefonate di clienti convintissimi di quanto era accaduto – ha aggiunto la professionista –. A quel punto per evitare possibili truffe mi sono attivata e sono riuscita, grazie al un esperto, a recuperare l'archivio delle email. Ai clienti ho spiegato proprio con la posta elettronica cosa era realmente accaduto. Per fortuna i dati sensibili dei clienti erano custoditi in un server protetto. È chiaro che quanto è accaduto a me – ha concluso la professionista – si può ripetere facilmente con evidenti e possibili effetti negativi. Relativamente al mio caso, abbiamo scoperto, grazie alla polizia delle telecomunicazioni, alla quel ho presentato apposita denuncia, che il virus era partito da un hacker che risiede in India».
Purtroppo episodi come questo sono quasi all'ordine del giorno: «Le truffe informatiche e gli episodi conosciuti propriamente come “phishing” sono in costante aumento, anche nella nostra isola – ha spiegato Anna Maria Mazziotto, dirigente del Compartimento della polizia postale e delle comunicazioni di Cagliari –. L'unica cosa che potrà rendere le nostre macchine ragionevolmente sicure sarà quindi una corretta e continua applicazione di una “politica della sicurezza”, ad iniziare dai programmi antivirus che vanno costantemente aggiornati. Evitando in ogni caso di aprire e mail sospette o anonime».
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