Vendite in crisi: anche lo Sbaracco ora perde pezzi
Meno adesioni rispetto al passato: c’è chi da la colpa ai costi Gli organizzatori: «Con più iscrizioni si pagherebbe di meno»
ORISTANO. Fra qualche polemica e molte defezioni, domenica prossima ritorna “Lo Sbaracco”, iniziativa promozionale che la Confcommercio organizza in Città dal 2012. Come sempre sarà il centro storico il cuore della manifestazione che, come avviene ormai in tante altre città italiane, ha lo scopo di animare domeniche, incentivando gli acquisti anche in periodi dell’anno come questi, quando ancora lo shopping va decisamente a rilento.
Il format non cambia: strade chiuse al traffico automobilistico dalle 10 alle 14 (allargando così per una mattinata l’area pedonale) e negozi aperti, con la possibilità di sistemare all’esterno bancarelle con merce offerta a prezzo di realizzo. Insomma, una formula collettiva del classico “fuoritutto”, sistema collaudato da tanti esercizi commerciali per vuotare i magazzini dalle rimanenze delle precedenti stagioni. Quest’anno però, complice soprattutto la crisi economica con il conseguente drastico calo delle vendite, il numero dei negozi che aderiranno si prevede in sensibile calo. Solo una quarantina, infatti, hanno aderito, rispetto alla precedente edizione, quando, erano stati in 50.
Fra le motivazioni che hanno indotto alcuni commercianti a non partecipare, c’è la quota di adesione richiesta da Confcommercio: 30 euro per gli associati, che diventano 65 per in non iscritti all’Ascom. «Troppo caro, per noi, non ne vale la pena. Meglio tener chiuso», dice Claudio Fanni, commerciante di calzature «ho sempre partecipato ma, quest’anno stanno chiedendo troppo». Da corso Umberto a piazza Eleonora, passando per via De Castro fino a via Tirso, le spiegazioni che arrivano dai commercianti che hanno optato per la non adesione, in realtà, sono diverse. Rita, titolare di un negozio di abbigliamento in piazza Roma, spiega ad esempio di non aver mai partecipato: «In realtà noi le vendite a prezzi ribassati le facciamo già con i saldi. Aprire una domenica in più ha dei costi: ad esempio, il personale va pagato di più e poi devo rispettare i turni di riposo».
Anche Angela Lai, che ha un negozio di borse e accessori in via Dritta, terrà le saracinesche abbassate: «Del resto, ci attende dicembre, quando, in occasione delle vendite del Natale, saremo aperti tutte le domeniche, senza riposo», dice.
Anche Luisa Scano ha deciso che domenica prossima il suo negozio non aprirà: «Il nostro del resto, è un commercio artigianale: non abbiamo grandi rimanenze da proporre», spiega. In altre zone però si respira aria di entusiasmo: «Certo che apriremo per lo Sbaracco – spiegano da alcune boutique di via Tirso –. Del resto, si offre un servizio in più alla città e per coloro che, lavorando anche il sabato sera, non hanno molta possibilità di andar per negozi».
La Confcommercio difende la propria iniziativa. Maria Tersa Fiori, vice presidente del Centro commerciale naturale, spiega: «Una manifestazione come questa ha dei costi, che si ridurrebbero se le adesioni fossero maggiori». Stesso parere per Rita Musso, commerciante di piazza Eleonora:«Aprire i nostri negozi farà la città più accogliente».
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