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Fenosu, concordato concluso, ora si può vendere

Enrico Carta
La pista dell'aeroporto di Fenosu
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La pista dell'aeroporto di Fenosu

I debiti ai creditori sono stati pagati, c’è la firma del giudice, via alla procedura per cedere ai privati quote della società di gestione

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ORISTANO. Il concordato è acqua passata. Da ieri si volta pagina, dopo che il giudice Andrea Mereu ha posto la sua firma sulla procedura con la quale la Sogeaor ha saldato la parte stabilita dei debiti con i creditori, evitato il fallimento e quindi la chiusura. È costato poco meno di un milione e seicentomila e per i suoi sostenitori – più o meno convinti – era il passo necessario per evitare di far finire gambe all’aria una struttura ormai esistente e sulla quale si vuole continuare a puntare.

Per i detrattori sono soldi buttati, ma solo ora si potrà capire chi ha davvero ragione dopo anni di speranze e poi di critiche per un’operazione che è costata al territorio venti milioni. Il commissario liquidatore Alberto Annis, che ha seguito l’intera pratica del concordato preventivo, si fa quindi da parte e la sfida diventa esclusivamente politica, con il disimpegno di diversi enti che sembra ormai palese. I soci della Sogeaor sono ancora gli stessi, con la Provincia che ha il 75% delle quote, il Comune l’11% che andranno però a estinzione perché da piazza Eleonora non ci saranno nuovi apporti monetari, e gli altri soci – Camera di Commercio, Sfirs, Consorzio Industriale e Regione – che si distribuiscono la restante fetta della torta. Solo enti pubblici nel passato e nel presente dell’aeroporto, quasi solo privati nel futuro. La speranza per il rilancio è questa. In Provincia, infatti, si lavora già alla cessione del 55% delle quote della Sogeaor attraverso il bando pubblico che è in fase di predisposizione.

Nei giorni scorsi, il consigliere Marcello Serra, delegato proprio alla questione Fenosu, ha incontrato i vertici dell’Enac a Roma per concordare la strada da percorrere. Sicuramente ci sono dei passaggi burocratici obbligati da compiere prima ancora che si arrivi al bando pubblico che attirerà l’attenzione dei privati sull’aeroporto. «Ora il liquidatore convocherà l’assemblea dei soci per la ricostituzione del capitale – spiega Marcello Serra –. La quota minima dovrebbe essere di poco inferiore ai 120mila euro che comunque sono stati già stanziati nel momento in cui si era deciso di avviare il concordato preventivo. Questo lo si farà alla presenza di un notaio, quindi ci sarà la nomina dei componenti del nuovo organismo che dovrà gestire questa fase di transizione e che cesserà il suo compito al momento della cessione del pacchetto azionario». Il settore pubblico vi rimarrà, ma in parte minoritaria per cui la gestione e le decisioni saranno a tutti gli effetti in mano ai privati, perché nessun ente pubblico può effettuare ricapitalizzazioni per cifre superiori a 120mila euro.

«Intanto la Provincia sta lavorando assieme all’Enac – conclude Marcello Serra – e del resto la collaborazione non è mai mancata in questi quindici anni. È ovvio che non possiamo prescindere da quel che ci dice l’Ente per l’aviazione civile, per cui si lavora di concerto». E non sarà un lavoro dagli esiti immediati. Passerà più di qualche settimana prima che ci sia il nuovo bando, anche se c’è la possibilità che per l’inizio dell’anno prossimo sia pronto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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