La Nuova Sardegna

Oristano

“Dio capisce il sardo”, pregare in limba non è più un tabù

di Francesco G. Pinna

ORISTANO. Dio capisce il sardo. Ne sono convinti gli studiosi dell'Istituto di Scienze religiose di Oristano che assieme agli emigrati del Circolo Su Nuraghe di Biella, all'Ufficio provinciale della...

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ORISTANO. Dio capisce il sardo. Ne sono convinti gli studiosi dell'Istituto di Scienze religiose di Oristano che assieme agli emigrati del Circolo Su Nuraghe di Biella, all'Ufficio provinciale della Lingua sarda e alla Fondazione Sardinia di Cagliari hanno organizzato sabato scorso all'Hospitalis Sancti Antoni un convegno, intitolato proprio “Dio capisce il sardo”, durante il quale sono stati presentati i primi due titoli di una collana (Eucologicon Sardiniae) della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna dedicata appunto alle preghiere in sardo.

Ne sono talmente convinti da invitare i sardi a parlargli e a pregarlo in sardo, “non solo in Sardegna ma anche fuori dall'isola”. Utilizzando per esempio proprio le preghiere in sardo “ad experimentum” contenute nelle due pubblicazioni. La prima contiene un vespro alla Madonna (Bèsperu a Nostra Sennora), la seconda una messa completa in sardo in onore di un santo o di una santa martire (Missa de unu santu o de una santa martiri).

I due testi, dei quali presto saranno pubblicate anche le musiche scritte dai maestri Graziano Orro e Vittorio Montis, sono il risultato di un lavoro che risale al 2007 e al 2008 di un gruppo di studiosi del quale facevano parte tra gli altri Bachisio Bandinu, Antioco Ghiani, Paolo Ghiani, Antonio Pinna, Antonio Piras, Socrate Seu e Raimondo Turtas.

Sono testi ancora sperimentali, aperti a contributi e osservazioni di chiunque voglia dare il suo contributo. Quello della messa, nella variante di sardo centro sud, è stato anche utilizzato lo scorso 30 ottobre per la funzione celebrata dal parroco di Isili don Paolo Ghiani in onore del patrono San Saturnino.

È stata necessaria però una autorizzazione speciale dell'arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, perché allo stato attuale la possibilità di celebrare la messa in lingua sarda non è prevista dalle regole della Chiesa sarda. Anche perchè non esiste ancora un testo della messa ufficiale e riconosciuto.

Uno degli intenti dei curatori della collana Eucologicon Sardiniae è proprio quello di stimolare da una parte lo studio scientifico sui testi tradizionali, che saranno oggetto di una rigorosa critica testuale, e dall'altra un programma di altrettanto rigorose traduzioni dei testi biblici in lingua sarda. Che non sarà necessariamente quella “unificata” sponsorizzata dalla Regione. Anche perchè Dio, per quanto se ne può sapere, capisce perfettamente tutte le varianti locali del sardo.

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