Il ponte di Marceddì, finalmente una strada

La Regione ha finanziato il potenziamento della struttura che collega l’Oristanese alla zona di Arbus

TERRALBA. Un milione e 200mila euro per far avverare il piccolo grande sogno dei terralbesi. La giunta regionale ha finanziato infatti il potenziamento della struttura del ponte di Marceddì, per renderlo finalmente una vera e propria strada. Un finanziamento che fa seguito alla conferenza di servizi tenutasi lo scorso 8 agosto a Marceddì in cui Regione, Comuni, Consorzio pesca, Capitaneria di porto e tutti gli altri enti coinvolti si erano confrontati sullo status del ponte, nato come infrastruttura per la pesca ma di fatto da anni utilizzato come strada. Un incontro scaturito dalla volontà di mettere chiarezza e legalità nell’uso del ponte, visto che da tempo convivono l’ordinanza che la guardia costiera di Oristano ha emesso nel ’93 per vietare il transito sul ponte agli autoveicoli, le esigenze dei Comuni di Terralba e Arbus che hanno espresso varie volte le rivendicazioni della popolazione, e le necessità dettate dalla sicurezza dei veicoli. «Siamo pienamente soddisfatti perché dopo decenni di proteste e richieste arriva finalmente un atto concreto da parte della Regione – commenta il sindaco Pietro Paolo Piras –, avere reperito delle risorse è segno di un impegno concreto e ringraziamo la classe politica per questo». Anche la giunta regionale infatti nella sua delibera sottolinea le urgenze di collegamento: «Vi è l’esigenza di intervenire per la messa in sicurezza del ponte limitrofo alla peschiera di Marceddì, che risulta essere utilizzato anche quale collegamento veicolare tra l'Oristanese e la zona di Arbus, Santadi, Capo Frasca e le spiagge e gli insediamenti turistici della Costa Verde, aree che risultano strettamente interconnesse. L’infrastruttura esistente si presenta in condizioni fatiscenti e costituisce un pericolo per la pubblica incolumità, rendendo necessario un primo e immediato intervento di consolidamento strutturale» si legge. Questi fondi verranno utilizzati innanzitutto per il collaudo, cioè per verificare lo stato attuale della struttura e la sua capacità di reggere il traffico veicolare: «Solo dopo un collaudo e una verifica iniziale si potrà capire di che interventi c’è bisogno per rendere il ponte una strada vera e propria – continua Piras –. Si tratta comunque del primo lotto dell’intervento, non un’azione una tantum quindi ma un piano di rilancio e valorizzazione del terralbese e dell’arburese da parte della Regione che anche noi amministratori e cittadini stiamo cercando di elaborare».

Cristina Diana

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