Bosa, passa il bilancio di previsione 2015
Il documento contabile riceve i voti della maggioranza. Dalle opposizioni arrivano critiche
BOSA. Superato il discorso Tasi e Tari ai primi due punti dell’ordine del giorno, con la riproposizione per il 2015 delle aliquote del 2014, l’attenzione dei presenti nella riunione di Consiglio convocata martedì sera nell’aula di piazza Carmine si è accentrata sulle voci del bilancio di previsione 2015. Lo strumento contabile alla fine è passato con i voti della maggioranza, che ha rimarcato le difficoltà derivanti dai continui tagli in arrivo da Stato e Regione (700mila euro in meno rimarca Danilo Mastinu), ma l’impegno a mantenere i servizi ed a risolvere varie complesse situazioni per il futuro. Mentre il no dei gruppi di opposizione si attesta sulla contestazione di varie pecche nell’ordinaria amministrazione, e nella mancanza di programmazione e investimenti negli anni a venire. Bilancio, tra entrate e uscite a pareggio, che si attesta su oltre 9 milioni di euro, quello del Comune di Bosa. Per buona parte impegnati nelle cosiddette spese correnti (macchina comunale, polizia locale, edilizia scolastica, illuminazione pubblica, ecc) e nel settore dei servizi sociali, che da solo si avvicina ai 2,5 milioni di euro. Mentre preoccupano le possibili implicazioni di alcune recenti sentenze su passate controversie con privati, con l’idea è di contrarre un mutuo ultra milionario per non intaccare le presunte entrate nell’anno in corso. «Tante le difficoltà, ma noi siamo sul fronte giorno dopo giorno, con un impegno condiviso dagli uffici. Non è stato semplice chiudere il bilancio di previsione quindi, ma questo ci permetterà di superare la programmazione in dodicesimi e viaggiare più spediti» rimarca il sindaco Luigi Mastino. Non così per l’Udc. «Questa è una manovra finanziaria priva e povera di indirizzi politici. Con deludenti risultati anche nell’ordinaria amministrazione», tuona nelle dichiarazioni che preannunciano il no dell’Udc la capogruppo Rosalia Acca. Per Piero Franco Casula le voci di previsione invece «sono l’attestazione dell'incapacità di programmare e trovare soluzioni ai problemi. L'unica cosa che balza agli occhi è che si aumentano le tasse e si gonfia l'entrata della vendita dei beni comunali per far quadrare i conti. Mentre, ad eccezione dei lavori nelle scuole, non ci sono investimenti futuri e si persegue una politica di tagli al sociale», alcuni nodi sollevati da Per Bosa. Tesi respinte nei diversi interventi di assessori e sindaco prima della votazione finale.
Alessandro Farina
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