Il Sic di Marceddì è preda dei vandali
Terralba, ancora danneggiamenti nel Sito di interesse comunitario. La rabbia del sindaco Piras
TERRALBA. Il sito di interesse comunitario di Marceddì cade a pezzi. Ancora un atto di vandalismo arriva infatti ai danni delle strutture realizzate coi finanziamenti regionali per la valorizzazione di aree ad alto pregio ambientale. Il direttore dei lavori nell’area Sic della laguna di Marceddì, architetto Enrica Campus, segnala infatti un altro episodio, l’ultimo della serie, di criminale inciviltà che si accanisce contro gli interventi di valorizzazione di questo tesoro naturalistico.
Questa volta i soliti ignoti hanno pensato bene di portare via qualche palo dal cantiere situato all'incrocio di Sant'Antonio di Santadi, dove si stava realizzando un’area di sosta per l’osservazione delle specie dell’avifauna. Sconcerto in Comune: «La denuncia è doverosa non tanto per il valore economico del furto – che stavolta non è ingente – quanto perchè non denunciare questi fatti significa accettarli –, spiega il sindaco Pietro Paolo Piras –. Certamente i furti non avvengono per necessità ed è ben difficile che i responsabili siano passati inosservati: in questa ultima occasione i pali sono stati portati via in pieno giorno in una strada molto trafficata».
Ma non è la prima volta che i lavori per il Sic vengono depredati: dopo pochi mesi dal completamento erano infatti state distrutte le passerelle in legno per i percorsi turistici, la legna portata via, e una struttura per la sosta dei turisti fatta a pezzi con la motosega e ugualmente portata via, sia nella zona di Torre Vecchia che in Sa Costixedda. Atti meschini che vanno a danno della collettività e che certo non aiutano la valorizzazione turistica della borgata: «È voce di popolo che le tavole trafugate poco tempo fa dalla struttura di Torre Vecchia, che è rimasta deturpata, rivestano il muro interno di una casa al mare della nostra zona – continua Piras –. Una comunità che non riesce a mettere al bando con la riprovazione sociale chi distrugge il suo unico tesoro ha molto da imparare in tema di convivenza civile. Nel Medio Evo esistevano a tale scopo il “bando” e la “gogna” sulla pubblica piazza. Oggi, si dice, ci siamo civilizzati: forse è per l’abbandono di questi strumenti educativi che gente simile resta impunita?».
La vista di un ambiente sfregiato a titolo gratuito ha un impatto negativo che è superiore a quello positivo che si sta cercando di ottenere in questi stessi giorni mettendo l’abito della festa a Marceddì in occasione della prossima festa della Madonna di Bonaria, con lavori di pulizia e non solo nella pineta e nel lungomare. «Non abbiamo ancora capito che il nostro vero interesse, anzi bisogno, è la valorizzazione del nostro territorio, e che questo significa in primo luogo rispettarlo e poi soprattutto dimostrare a chi viene a trovarci che è abitato da esseri umani e non da bestie» conclude Piras.
Cristina Diana
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