Al mare si corre ai ripari: cani da soccorso e torrette
A San Giovanni le unità cinofile dell’Ucis, a Is Aruttas supporti a due bagnini
ORISTANO. Il giorno dopo la tragedia di San Giovanni agli unici due bagnini che presidiano la spiaggia di Is Aruttas è stata consegnata la torretta di avvistamento e la dotazione di bandiere per segnalare le condizioni del mare. Il giorno dopo ancora è arrivata anche una piccola imbarcazione di soccorso. A remi, anche se pare che i remi arriveranno più avanti. A San Giovanni, invece, sono comparse le unità cinofile dell’Ucis. In spiaggia cani e bagnini addestrati al salvataggio in mare svolgeranno servizio di prevenzione.
La morte di Enzo Curtale, il 41enne di Oristano che si è sacrificato nel tentativo di soccorrere dei bagnanti nella spiaggia vicino agli scavi di Tharros, ha prodotto una serie di reazioni. L’onda emotiva è stata fortissima e le prese di posizione molto nette.
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Il gruppo di Idee rinnovabili in consiglio comunale a Oristano ha proposto di intitolare la piscina comunale a Vincenzo Curtale. La proposta porta la firma dei due consiglieri comunali di Idee Rinnovabili, Salvatore Ledda e Daniela Nurra. «Vincenzo Curtale è un eroe di Oristano che merita di essere ricordato per sempre per il suo straordinario e generoso atto di coraggio» spiegano nella mozione che ora dovrà essere discussa in Consiglio. Oltretutto, ricordano i consiglieri Ledda e Nurra, Vincenzo lavorava proprio a pochi passi dalla piscina comunale.
Sulla tragica vicenda è intervenuto anche il movimento indipendentista ProgReS: «Una tragedia che ha fatto emergere con evidenza la leggerezza e l'approssimazione con cui il governo sardo coordina il programma di salvamento nelle spiagge isolane e scarica esclusivamente sulle amministrazioni locali la responsabilità di garantire il servizio di assistenza, vigilanza e soccorso a residenti e turisti». ProgReS Aristanis ritiene gravissimo il lassismo della Regione Sardegna, che da un lato, con un'apposita delibera di Giunta, prolunga la stagione estiva fino al 31 ottobre e dall'altro decurta – a giugno inoltrato – le risorse agli enti locali per il servizio di salvamento a mare. Nella nota vengono poi elencate una serie di misure da adottare: riorganizzare il Sistema integrato di salvamento balneare, costituire un fondo nazionale sardo per la sicurezza dei bagnanti delle coste isolane, finanziato dalla Regione, da una percentuale degli introiti dei servizi pubblici sulle coste (parcheggi e altre attività) e da donazioni, dotare le spiagge con maggiore afflusso di defribillatori, avviare una campagna di comunicazione per la prevenzione di incidenti in mare e annegamenti.
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