La Nuova Sardegna

Oristano

Consorzio, Figus e Torrente non entrano

di Enrico Carta
Consorzio, Figus e Torrente non entrano

Ente industriale, la Regione blocca l’ingresso del sindaco e dell’amministratore della Provincia

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SANTA GIUSTA. Né sindaci né amministratori straordinari della Provincia sul cui territorio ricade il Consorzio Industriale. La Regione ha risposto al quesito e gela tutti coloro che sostenevano che il cambio potesse essere fatto senza problemi. La direzione generale dell’assessorato all’Industria dice infatti che entrambe le figure amministrative non possono essere presenti nel consiglio di amministrazione del Consorzio Industriale.

Il quesito era stato posto all’indomani della fine della legislatura con l’arrivo di Massimo Torrente alla guida provvisoria della Provincia, in attesa che venisse ridefinito l’assetto degli enti pubblici intermedi. Contemporaneamente c’era stato anche lo stravolgimento politico a Santa Giusta, con Antonello Figus che aveva vinto le elezioni e che quindi ambiva a prendere il posto del delegato che il Comune lagunare già ha in seno al Consorzio.

Insomma, il mutato quadro politico meritava nuova considerazione e un esame delle regole che portano alla composizione dei consigli di amministrazione in seno ai Consorzi. L’assessorato regionale, prima di esprimere il proprio parere, si era a sua volta rivolto all’Anticorruzione nazionale per avere massima chiarezza e capire entro quali confini si debbano muovere i Consorzi alla luce delle novità imposte dalla Legge Severino.

Ebbene, la risposta è stata una doccia fredda in particolare per l’amministrazione comunale di Santa Giusta, tanto che il sindaco Antonello Figus nulla ha fatto per nascondere il suo disappunto tanto che è pronto a rilanciare la questione con un ricorso al Tar che sembra imminente. «Ora valuteremo con un legale il da farsi, dopo aver esaminato al meglio il contenuto della risposta della Regione e valutato se esistano le condizioni per una causa – dice il primo cittadino –. Mi sembra assurdo che il delegato non possa essere né un sindaco né un consigliere comunale di Santa Giusta. Io non ho al di fuori dell’amministrazione persone di fiducia a cui attribuire la delega, per cui prendiamo in considerazione anche l’ipotesi di uscire dal Consorzio. Gestiremo i nostri terreni autonomamente».

La minaccia din un addio quindi incombe sull’ente, ma per il momento l’assetto del consiglio di amministrazione resta identico, con il precedente delegato Marcello Caria che resterà al suo posto. Intanto la Regione ha invitato il Consorzio a procedere alla nomina del nuovo rappresentante del mondo imprenditoriale in modo da coprire l’attuale vuoto. Tornando al discorso sui sindaci, l’incompatibilità non riguarda Guido Tendas, dal momento che il suo ingresso era avvenuto prima che la legge entrasse in vigore.

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