Una guardia giurata controllerà lo stagno di Cabras

Lo stagno di Cabras

Il vigilante assunto dal Consorzio controllerà che venga rispettata la legge sulla pesca di frodo appena entrata in vigore

CABRAS. Il Consorzio Pontis è pronto ad allargare l’organico. L’inasprimento delle sanzioni da comminare ai pescatori di frodo è solo una delle novità che presto, non appena entrerà in vigore la nuova legge che ha stabilito nuovi criteri in materia di vigilanza degli stagni, arriveranno sulle sponde di Mar’e Pontis e di tutti i compendi ittici della Sardegna.

Infatti, oltre ai pescatori, i consorzi e le cooperative che gestiscono gli stagni della Sardegna potrebbero arricchire i loro organici con nuove figure professionali: «Appena entrerà in vigore le legge regionale numero 8 - commenta Francesco Meli, presidente del Consorzio Pontis - assumeremo almeno una guardia giurata per combattere, e magari eliminare, il fenomeno della pesca di frodo».

La normativa regionale, infatti, delega il controllo degli stagni ai corpi di polizia e di vigilanza ambientale, ma anche alle guardie giurate.

Ecco perché a Cabras hanno già individuato le caratteristiche dei prossimi assunti: «Per ora andremo avanti come abbiamo sempre fatto, quando entrerà in vigore la nuova legge ci attrezzeremo per tutelare i nostri interessi», dice ancora Francesco Meli che, come tutti gli altri responsabili delle marinerie dell’oristanese, attende la pubblicazione sul Buras della legge regionale numero 8.

Solo allora la legge entrerà in vigore e porterà all’inasprimento delle sanzioni e alla possibilità di assumere guardie giurate che si occupino di combattere la pesca di frodo.

Immaginare una rivoluzione, però, è un esercizio dei fantasia. Lo stagno, infatti, non verrà sorvegliato da decine di guardie armate: «La sorveglianza la faranno i pescatori, come è sempre successo, ma quando sarà necessario bloccare qualche pescatore di frodo e procedere al sequestro dell’imbarcazione e delle attrezzature saranno necessarie le competenze di una guardia giurata»”, dice ancora Meli che immagina l’assunzione di un solo nuovo titolare della vigilanza, «ecco perché integreremo nell’organico consortile uno specialista della sorveglianza a cui, come recita la nuova legge, è stata delegata la facoltà di operare in queste situazioni».

Per il momento, però, attorno allo stagno non è cambiato praticamente nulla: «Sono state inasprite le sanzioni ma il sistema funziona alla stessa maniera. I nostri guardiani possono solo segnalare alla polizia, o ai carabinieri, l’eventuale presenza dei pescatori di frodo. Il compito di sequestrare le attrezzature e il pescato - conclude Francesco Meli - adesso spetta solo alle forze dell’ordine. Quando sarà possibile delegare ad altri soggetti autorizzati provvederemo ad attrezzarci».

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