La Nuova Sardegna

Oristano

La Chiesa cambia nelle difficoltà

di Michela Cuccu
La Chiesa cambia nelle difficoltà

Le novità del Sinodo diocesano dopo due anni di lavoro illustrate dall’arcivescovo Ignazio Sanna

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ORISTANO. È una Chiesa più moderna e aperta ai cambiamenti, quella uscita dal 6° Sinodo diocesano che dopo due anni di lavoro si avvia alle conclusioni. Domenica pomeriggio, in Cattedrale, i sacerdoti delle 85 parrocchie che compongono l’arcidiocesi arborense, concelebreranno la messa solenne, presieduta dall’arcivescovo Ignazio Sanna.

Sarà questa la cerimonia più importante, che sottolineerà l’unione della diocesi che si avvia verso un nuovo cammino, tracciato dai contenuti della nuova Lettera pastorale. Una lettera che, ispirandosi al motto di Papa Francesco Bergoglio, “Miserando et erigendo”, tratto dalla vocazione di san Matteo, monsignor Sanna ha voluto intitolare “Misericordiando...dall’altare alla strada”.

Una Chiesa che proverà ad essere più vicina ai bisogni della gente. Non è un caso che la cerimonia dell’offertorio, svolta dai rappresentanti delle nove Foranie, preluderà all’impegno dei territori di fornire alimenti (dall’olio di Seneghe al pane della Barbagia, passando per il formaggio di Arborea) alla Caritas affinchè li destini ai poveri. I due punti di novità per l’Arcidiocesi sono rappresentati da quella unità pastorale che vedrà le parrocchie collaborare fra loro. Si inizierà dalla Forania di Laconi, dove, i tre parroci presenti nei sette paesi (per un totale di 3mila abitanti) opereranno assieme, alternandosi e garantendo così la presenza nel territorio.

Altrettanto avverrà altrove, partendo ad esempio da Ghilarza, dove per sei parrocchie ci sono tre sacerdoti. Un modo, lo si può riassumere, per far fronte agli effetti della crisi di vocazioni che ha portato, nel tempo, ad avere sempre meno parrocchie “coperte”.

Anche i laici avranno un ruolo maggiore nelle parrocchie, in maniera da supportare i sacerdoti in varie adempienze, come, portare la comunione ai malati. Ogni parrocchia, inoltre, dovrà avere un Consiglio pastorale e per gli affari economici.

È probabilmente l’introduzione del testimone, figura che potrà sostituire quella del padrino per battesimi e cresime, la novità in assoluto più interessante. Fino ad ora divorziati, separati, conviventi o coniugi sposati civilmente non potevano fare i padrini. D’ora in poi, potranno essere testimoni, presenziando alla cerimonia e firmando i documenti.

Un cambiamento, come ha spiegato ieri l’arcivescovo, già in atto da tempo: a Milano da vent’anni esiste il registro dei testimoni.

Una novità che ha avuto qualche difficoltà ad essere accolta: bocciata dai sacerdoti nella prima parte del Sinodo, ha ottenuto un “ripescaggio” nella seconda parte, quando, ad esprimersi sono state le assemblee, quando, a votarla è stato il 70 per cento dei partecipanti, contro l’appena 30 per cento dei consensi ottenuto inizialmente.

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