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Oristano

Bosa, Sos Moltos contro Halloween

Bosa, Sos Moltos contro Halloween

Nell’ultimo giorno del mese si confrontano 2 feste, quella tradizionale e la concorrente anglosassone

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BOSA. Se dovesse esserci una competizione sarebbe Sos Moltos contro Halloween.

Ha ormai tutto il sapore di uno scontro epico, fra la millenaria tradizione del ricordo dei defunti e la macabra pantomima anglosassone d’importazione mediatica, la sfida che si combatte nella notte fra il trentuno ottobre ed il primo novembre anche nelle lande della valle del Temo ed in Planargia.

Mentre nelle case si infornano Sos Pabassinos, si allestisce “Sa mesa ‘e sos moltos” e ci si prepara alle funzioni religiose ed alla visita alle tombe dei defunti il giorno di Ognissanti in cimitero, le nuove generazioni appaiono sempre più propense alla zucca scolpita e alla questua casa per casa, bardati dei più truculenti trucchi horror, con l’immancabile richiesta di “Dolcetto o scherzetto?” che prelude all’incasso gratuito di caramelle e dolci. Una sorta di “Laldaggiolu” anticipato da queste parti, viene da pensare.

Se non fosse che per riprendere in mano le sorti del peculiare appuntamento carnascialesco di febbraio che anticipa i riti di S’Attitidu e Giolzi qui c’è voluto prima tutto l’impegno di un comitato ad hoc, e poi dell’associazione che si occupa di valorizzazione del Karrasegare locale.

Mentre Halloween, sorretta negli anni da una massiva amplificazione mediatica spunto guarda caso anche per qualche economica boccata d’ossigeno commerciale, pare non abbia fatto fatica a prendere il posto, soprattutto nel cuore e nelle aspettative dei più piccoli, della più “seriosa” e apparentemente meno appetibile festività legata al ricordo dei defunti.

Chi la spunterà? Difficile dirlo. Di certo però qualche corto circuito in famiglia non manca, anche se alla fine sembra prevalere la mediazione, almeno per accontentare i bimbi.

Così quando i più piccoli, ma non manca anche qualche goliardico grandicello, girovagano per le strade impersonando mostri di ogni tipo, in casa all’imbrunire si accendono i classici lumicini vicino alle foto dei propri cari.

Mentre le mamme, procurati i mazzi di fiori da utilizzare per adornare le tombe in cimitero il primo e due novembre, allestiscono la mensa con pastasciutta, condita preferibilmente con sugo di gallina, pane, acqua, vino, caffè, dolci (Sos Pabassinos in testa) e frutta secca di stagione, il tutto corredato da oggetti cari ai defunti di cui si perpetua la memoria.

Una mensa allestita senza posate, con al centro un lume dal sapore più votivo che pratico, che rischiarerà sicuramente fino all’alba “Sa mesa ‘e sos moltos”.

Alessandro Farina

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