Olio, Seneghe risponde puntando sulla qualità
Lo scandalo degli extravergine taroccati non può toccare i produttori locali Gli standard degli oleifici del Montiferru è garantito e di altissimo livello
SENEGHE. Le notizie sulle sofisticazioni dell'olio extravergine di oliva, diffuse nei giorni scorsi da giornali e televisioni, hanno creato allarme nei consumatori e apprensione tra i produttori, questi ultimi impegnati proprio in questi giorni nella raccolta e spremitura delle olive.
In un mercato dominato dalla grande distribuzione, che commercializza l'olio a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli praticati dai piccoli produttori, il messaggio che rischia di passare è che l'olio sia tutto uguale, cioè: non rispondente alle caratteristiche qualitative decantate dalla pubblicità. Un messaggio, a detta dei produttori, incompleto e fuorviante, che rischia di incidere negativamente su un'annata che gli esperti considerano da incorniciare sia sotto il profilo della quantità che su quello della qualità dell'olio.
«L'olio del Montiferru è di ottima qualità - dice Pietro Paolo Arca, capo panel e presidente della giuria del Premio Nazionale Montiferru per l’olio extravergine di oliva, la cui fase finale si svolge a Seneghe -. Grazie alla disposizione collinare degli impianti, poco esposti al vento di scirocco, con qualche piccolo accorgimento in più potrebbe essere eccellente».
E un prodotto di qualità elevata, come appunto l'olio del Montiferru, non può certo essere venduto allo stesso prezzo (4/5 euro a litro) di quello commercializzato nei grandi centri commerciali dalle grandi marche che, pur avendo conservato il nome italiano, sono in mano alle multinazionali.
«L'extravergine di oliva di alta qualità per essere tale - precisa Arca - deve rispondere a parametri chimico-organolettici ben definiti. Le normative vigenti percentuali che vanno dallo 0,2 allo 0,8 per cento per l'acido oleico libero e tra 10 e 20 perossidi. Il Premio Nazionale Montiferru prevede un disciplinare addirittura più rigido, e le prove di Shelf life (esame delle qualità conservate nel tempo) a cui vengono sottoposti gli oli che si sono aggiudicati una menzione nel concorso, dimostrano l'alta qualità del prodotto. Un olio che supera lo 0,8 per cento di acido oleico, non può certo essere considerato un extravergine».
Il discorso non fa una grinza: la qualità deve essere giustamente pagata. «Un olio etichettato come extravergine di oliva venduto dalla grande distribuzione a 5 euro al litro, evidentemente è stato ottenuto con metodo di lavorazione inadeguato - prosegue Arca -. La diminuzione dei costi di produzione non può che andare a scapito della qualità».
I frantoi che operano nel Montiferru, utilizzano tecnologie di ultima generazione. «Questo, insieme alla celerità del processo di lavorazione e al conseguente stoccaggio in locali a temperatura controllata - conclude Arca -, consente di immettere nel mercato un ottimo prodotto».
L'olio extravergine di oliva è parte integrante della dieta mediterranea e il suo utilizzo in cucina è consigliato da alimentaristi e chef. I produttori della provincia e quelli del Montiferru in particolare, preoccupati che le frodi realizzate dalle grandi marche, scoperte nei giorni scorsi, possano danneggiarli, invitano i consumatori ad acquistare l'olio dai fornitori locali di fiducia. «Il nostro olio - dicono - costerà un po' di più, ma la qualità non può essere messa in discussione».
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