Genoni, fondi per la sicurezza della cava
Il sito di Duidduru interessato da estrazioni per decenni: custodisce antichi tesori
GENONI. Approvato dalla giunta comunale il progetto definitivo per la messa in sicurezza, la conservazione e valorizzazione del geosito “Cava Duidduru”. Con il nulla osta rilasciato nei giorni scorsi dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo si potrà dunque dare avvio quanto prima ai lavori.
L’intervento è possibile grazie ad un finanziamento regionale dell’importo di 150mila euro dell’assessorato dell’industria, tramite i fondi destinati ai Comuni per interventi di recupero ambientale di aree interessate da attività estrattive dismesse o in fase di dismissione.
Anche la cava di Duidduru ben prima di riscoprirsi come sito di interesse paleontologico con una delle più alte concentrazioni di fossili del Mediterraneo, era una cava, sita a pochi chilometri dal paese, dalla quale si estraeva materiale lapideo.
Dopo tanti anni di attività, durante la quale molti reperti fossili sono stati depredati, l’area nel 2005 è stata posta sotto tutela e tra il 2006 e il 2009 il comune di Genoni in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici, ha avviato i lavori di valorizzazione dell’area divenuta di interesse geo-paleontologico. Il risultato di tanto impegno è stato l’aver riportato alla luce con un fondale marino risalente a circa 23 milioni di anni fa, un patrimonio di inestimabile valore che necessita di attenta tutela e valorizzazione.
Il sito, unico nel suo genere in Sardegna, è, infatti, un museo a cielo aperto a forte valenza didattica, ricco di informazioni geologiche e paleontologiche, oltre al fondale marino fossilizzato, ottimamente conservato, la parete presenta testimonianze interessanti anche su un terremoto avvenuto in Sardegna circa 5 milioni di anni fa.
Ivana Fulghesu
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