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Oristano

Lottizzazione abusiva: un reato e due processi

di Simonetta Selloni
Lottizzazione abusiva: un reato e due processi

S.V. Milis, per gli abusi a Sa Rocca Tunda c’è stata una sentenza di prescrizione Alcuni degli imputati potrebbero essere stati già giudicati per gli stessi fatti

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SAN VERO MILIS. Bisognerà aspettare il 22 gennaio per capire se alcuni degli imputati al processo per la lottizzazione abusiva nell’entroterra di Sa Rocca Tunda, si trovino nella singolare posizione di essere stati già giudicati per lo stesso reato, alcuni anni fa, reato caduto però in prescrizione. Ieri, davanti al giudice monocratico Antonio Enna, è rimbalzata la questione che i difensori degli accusati (complessivamente sono 17), avevano già sollevato all’inizio del procedimento. Gli avvocati Marco Martinez, Giuseppe Motzo, Maurizio Santarelli e Giuseppina Baratta, avevano infatti anche prodotto la sentenza con la quale il tribunale – per una coincidenza anche allora il giudice era Enna – avesse già trattato la vicenda, e dichiarato il non doversi procedere perché nel frattempo, più veloce dei tempi della giustizia, era intervenuta la prescrizione. Quel processo si era infatti concluso nel 2010, ma le indagini erano iniziate nel 2000, con un intervento della Forestale che aveva rilevato degli abusi edilizi a ridosso della marina di San Vero Milis. Dove, riteneva l’accusa, si sarebbe costruito in assenza delle concessioni edilizie.

Partiva già azzoppato, quel processo, proprio per via dei tempi, dilatatisi eccessivamente, delle indagini. Tanto da finire con una prescrizione. Nel frattempo, nel 2010, la stessa area è finita nel mirino della Forestale per una presunta lottizzazione abusiva. Secondo i difensori, però, per alcuni degli imputati esiste già un giudicato, con la prescrizione, per lo stesso reato. E siccome la legge prevede che non si possa essere giudicati due volte per lo stesso reato, automaticamente per quegli imputati scatterebbe la prescrizione.

Ma per chiarire questo aspetto, bisognerà ascoltare Tiziana Pinna, funzionario dell’Ente Foreste, che partecipò alle indagini sia durante il primo biltz che per gli accertamenti del 2010. Ieri in aula è stato sentito un altro forestale, che però non ha saputo indicare se la zona sotto esame fosse effettivamente la stessa. Le parti si sono quindi date appuntamento al nuovo anno, per dirimere una questione che può significare la definitiva uscita dal processo per alcuni degli imputati.

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