La Nuova Sardegna

Oristano

Tra banche e Equitalia: e la casa viene pignorata

di Michela Cuccu
Tra banche e Equitalia: e la casa viene pignorata

La storia di una professionista: rischia di perderla per una rata di mutuo saltata «Continuo a pagare regolarmente ma da un momento all’altro incombe l’asta»

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ORISTANO. «Si può perdere tutto per una rata del mutuo pagata in ritardo. Le conseguenze sono dure da sopportare, con il conto corrente bloccato e i tuoi soldi, quelli che hai guadagnato, lavorando, che puoi utilizzare solo previa un’autorizzazione da parte della banca. A questo si aggiunge l’ipoteca sulla casa, anzi due, ipoteche ovviamente, la seconda, scoperta quasi per caso. Poi ci sono gli aspetti “accessori”, come la telefonata, sul posto di lavoro, del perito della banca che chiede un appuntamento per «valutare l’immobile pignorato» ed è a questo punto che scopri che la casa che hai costruito e dove abiti e che stati pagando non è più tua e che da un momento all’altro potrebbe essere venduta all’asta. Allora ti rendi conto che il mondo ti sta crollando addosso e lo devi fermare. Costi quel che costi».

Patrizia è una libera professionista, con studio in città, ben avviato sul quale ha investito trent’anni di lavoro e fatica. Da poco più di un anno è finita in un vortice dal quale non vuol essere inghiottita. «Mi sento presa fra due fuochi, ma non posso mollare. Ho troppe cose da difendere: vita, lavoro, dignità, affetti», dice.

I due fuochi hanno un nome: la banca, quella con la quale ha sempre lavorato, dove trent’anni fa aprì il suo primo conto corrente e alla quale chiese il mutuo per acquistarsi una casa, la prima casa che le ha ipotecato e ora, pignorato.

E siccome i problemi non arrivano mai soli, è arrivata anche Equitalia. «Che mi chiede il pagamento di contribuiti fiscali che ho già pagato. Così – denuncia – mentre da un anno chiedo, inutilmente, di aver accesso ai documenti della mia pratica, anche Equitalia, mi ha pignorato la casa. Tutto senza che nessuno mi dicesse nulla, neppure uno straccio di avviso dentro la cassetta della posta».

Patrizia è uno dei tanti lavoratori autonomi che si è trovata ad affrontare le difficoltà della crisi economica, con i clienti, anche loro in crisi, che non pagano le parcelle.

«Anche se non guadagni devi comunque vivere, nel senso che devi fare la spesa per la famiglia, mandare i figli a scuola, pagare il mutuo della casa dove abiti – dice – impegni che cerchi, devi rispettare costi quel che costi».

Racconta ad esempio, di aver pagato sempre il mutuo «Se per quello, continuo a pagarlo anche adesso». Soltanto una rata viene saldata con ritardo, con conseguenze, a dir poco catastrofiche.

«Sforai i tempi della proroga perché in quel periodo non avevo incassato nulla. Andai dal direttore della banca che mi concesse altri venti giorni di tempo, garantendomi che se avessi rispettato i tempi, non avrei avuto conseguenze, se non il pagamento degli interessi. Riuscii a versare l’importo, circa 3mila euro, in dieci giorni, esattamente la metà del tempo che mi era stata concessa».

Patrizia era convinta che tutto fosse a posto. «Invece mi hanno bloccato il conto corrente e revocato il fido negandomi non solo la possibilità di lavorare ma anche, di chiedere un secondo prestito per saldare gli arretrati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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