La Nuova Sardegna

Oristano

Vertenza pulizie, il rebus del Tribunale

di Michela Cuccu
Vertenza pulizie, il rebus del Tribunale

Domani riaprono gli uffici ma non si sa chi si occuperà del loro rassetto Nuova protesta in Comune delle lavoratrici licenziate a fine anno

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ORISTANO. Il nuovo anno inizia con una vertenza aperta, diciotto lavoratrici licenziate e un quesito, per il momento, senza risposta: chi farà le pulizie in tribunale? Domani mattina la Cgil, che ha organizzato un sit in di fronte a Palazzo giustizia delle lavoratrici dell’impresa che aveva in appalto il servizio e che alla vigilia di Natale hanno ricevuto le lettere di licenziamento, cercherà di saperne di più. Per il momento si sa solamente che l’impresa con sede a Forlì che aveva svolto fino al 31 dicembre il servizio di pulizia dei locali non ha ancora risposto alla proposta del ministero di Grazia e giustizia di continuare ad operare in attesa della nuova gara d’appalto.

Come ha spiegato in diverse occasioni la segretaria generale della Cgil di Oristano, Roberta Manca, è questa la conseguenza da un lato, del passaggio di competenza dal Comune al Ministero per quel che riguarda la gestione degli stabili di competenza del Tribunale, dall’altro, del mancato rinnovo dell’appalto esterno con il quale il Comune affidava le pulizie dei propri edifici. Per economizzare sui costi, infatti, la Giunta ha deciso di affidare il servizio alla società in house e siccome la legge vieta l’ingresso di nuove lavoratori nella società, nessuna delle lavoratrici che per oltre vent’anni si sono occupate delle pulizie del Comune potrà essere assorbita.

Da quei le diciotto lettere di licenziamento inviate ad altrettante lavoratrici. Mentre però per le otto addette alle pulizie del Comune la Giunta si è impegnata a trovare collocazioni alternative, nessuna soluzione, almeno per il momento, si profila per le dieci colleghe che pulivano gli edifici del Tribunale. Per questo motivo la Cgil ha deciso di portare avanti una vertenza che permetta la continuità lavorativa alle addette ora licenziate. In altre parole, il sindacato vigilerà affinchè qualsiasi impresa che verrà incaricata dal Ministero assuma le lavoratrici “storiche”. In realtà questo è solo uno degli aspetti di una vertenza molto difficile. Le diciotto lavoratrici licenziate da più di quattro mesi non ricevono il salario e non hanno neppure riscosso quattordicesima e tredicesima. Malgrado ciò, in questi mesi hanno continuato a recarsi regolarmente in servizio, alcune addirittura, residenti fuori città, hanno fatto grandi sacrifici per poter arrivare fino al posto di lavoro.

«È una vertenza molto difficile e delicata – ha spiegato nei giorni scorsi la segretaria della Cgil, Roberta Manca – risultato di una politica sui tagli alla spesa pubblica condotta ingiustamente sulla pelle dei cittadini».

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