Quale futuro per il Centro, la giunta cerca finanziatori
Tadasuni, la struttura non è mai decollata e ora si esplorano utilizzi alternativi Interesse di alcuni operatori economici, ma servono fondi per le manutenzioni
TADASUNI. Dopo il recesso della cordata d’imprenditori che un anno e mezzo fa si era aggiudicata la gestione, si risveglia l’interesse per il Centro turistico sul lago Omodeo. Alcuni operatori economici hanno manifestato il desiderio di visitare la struttura comunale progettata e costruita nell’arco di quasi tre lustri al costo di svariati milioni di euro e mai entrata in funzione. La data del primo sopralluogo non è stata ancora concordata ma l’amministrazione lascia intendere che sia questione di poco tempo mentre mantiene il riserbo sull’identità e sulla provenienza dei potenziali investitori. La giunta che ha ereditato il problema lo scorso giugno è impegnata anche sul fronte diplomatico per individuare canali di finanziamento utili al completamento della struttura e concertare soluzioni realistiche che ne permettano l’apertura e l’agognato decollo. Intendimento che presuppone un’apertura all’ipotesi di destinazioni d’uso alternative alle finalità ricettive e turistiche che in questi anni ha sempre avuto il progetto. «Non ci precludiamo alcuna soluzione" – ha fatto sapere il sindaco Mauro Porcu –. Il complesso necessita di ulteriori interventi di manutenzione e il Comune con le sue sole risorse non sarebbe in grado di sostenerli. C’è bisogno dell’intervento della Regione con cui vogliamo aprire un ragionamento per capire che futuro potrebbe avere questa struttura, che, parlando per ipotesi, potrebbe diventare un presidio sanitario e socio-assistenziale, sede di una scuola o altro». I primi contatti con la Regione sono già stati attivati. «Abbiamo chiesto appuntamento agli assessorati al Turismo, agli Enti locali e alla Sanità per affrontare il problema. Con i fondi a nostra disposizione non riusciremmo a terminare i lavori ma soprattutto dobbiamo riflettere sull’utilizzo della struttura perché sarebbe inutile spendere altre risorse per completarla se poi dovrà continuare a restare chiusa», ha dichiarato il primo cittadino. Il futuro dell’albergo sul lago è più che mai incerto dopo la svolta che sembra aver chiuso un capitolo lungo e sofferto della grande incompiuta. La prima vera opportunità dopo tanto tempo si era affacciata nel 2014 con l’affidamento dei lavori di manutenzione all’associazione temporanea d’impresa siculo-sarda che aveva concorso per l’appalto della gestione del complesso turistico. Dopo pochi mesi la rescissione del contratto, motivata con la presenza del poligono del Caip e con le paventate ripercussioni che le prescrizioni legate allo svolgimento delle esercitazioni di tiro avrebbero potuto avere sulle attività economiche della zona, a cominciare proprio dalle limitazioni allo sviluppo turistico.
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