Scuola, i Comuni non trovano l’intesa
Permangono le divisioni. Il presidente dell’Unione: «Perderemo comunque qualcosa»
TINNURA. «Qualunque sia la scelta, perderemo comunque qualcosa». Le parole del presidente dell’Unione, Giovanni Antonio Cuccui, risuonano più volte dal palco del teatro di Tinnura, forse unica idea condivisa dagli amministratori. Perché è battaglia fra i sindaci Maria Grazia Carta di Tinnura, Mario Pala di Magomadas, Demetrio Cherchi di Suni, Nino Todaro di Flussio e (nella doppia veste di sindaco e presidente dell’Unione Planargia-Montiferru) Giovanni Antonio Cuccui di Sagama e Salvatore Angelo Zedda per Tresnuraghes. Questo è emerso nel primo incontro con i genitori con tema il progetto Iscol@ dell’Unione sul futuro della scuola pubblica nell'altopiano fra Planargia e Montiferru.
Dopo la tensione nell'assemblea plenaria fiume lunedì mattina nella sede dell'Unione a Bosa, le divergenze emergono infatti palesemente anche lunedì sera. Apparentemente inconciliabili, malgrado il precedente “sì” corale alla delibera sul piano. Come dalla platea emerge la rabbia dei genitori per un altro servizio essenziale a rischio nei paesi decimati da spopolamento, disoccupazione e ora, causa denatalità, la certezza che a breve, a meno di correttivi non esenti da sacrifici, classi e poi probabilmente interi plessi scolastici chiuderanno presto battenti.
Un insegnante ricorda intanto che il “sogno” del rivoluzionario piano didattico (elaborato in poche settimane da una commissione di docenti dell'istituto comprensivo di Bosa sulla base delle indicazioni fornite dagli amministratori, rimarca il dirigente scolastico presente all’incontro), si basa sull’arrivo concreto di quattro milioni di euro assicurati dalla Regione.
Fondi utili ad adeguare aule, spazi e laboratori alle necessità di una scuola evoluta, finalmente da terzo millennio, realmente competitiva per offerta formativa. Ma sono a rischio, secondo il presidente Giovanni Antonio Cuccui, in caso di “no” anche parziale al documento preliminare di progettazione che presto le assemblee comunali prenderanno in esame.
«Bosa non è stata integrata nel piano, perché?», chiede Maria Grazia Carta, che vuole indicazioni dall'assemblea per una decisione amministrativa. Posizione su cui converge il pensiero dei sindaci di Magomadas e Suni, anche se dalla platea qualcuno ricorda che Luigi Mastino lasciò l'aula dell'Unione prima della votazione del progetto.
Nino Todaro di Flussio avanza quindi l’idea di un Polo scolastico diffuso con due zone di pertinenza fra Montiferru e Planargia, e una mamma paventa che da Suni i bambini possano raggiungere la scuola di Sindia in caso di via libera al piano in discussione. Idee, proposte, posizioni, richiamate con passione, che si vorrebbe portare a nuova valutazione nell’Unione dei Comuni, anche a costo di riproporre più avanti domanda di finanziamento. Non con il consenso del presidente Cuccui, sulla cui linea si attesta anche il sindaco di Tresnuraghes, Zedda, che attende ora l’esito delle decisioni dei consigli comunali. Da cui forse dipenderà anche la presidenza ora a tempo e progetto, e probabilmente l'unità futura, dell'Unione dei Comuni.
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