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A Sant’Antonio strada riaperta

A Sant’Antonio strada riaperta

Bosa, lavori ultimati nella chiesa ma resta il divieto di transito per i mezzi pesanti

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BOSA. Il sindaco Luigi Mastino ha firmato l’ordinanza che dispone la riapertura al traffico veicolare leggero ed ai pedoni del tratto che costeggia l’antica chiesa di Sant’Antonio, sulla riva sinistra del Temo. Per ragioni di sicurezza, autobus e veicoli con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, per raggiungere la zona o arrivare alla chiesa di Sant’Antonio dovranno continuare a seguire un percorso alternativo. Il tratto di strada compreso tra le vie Roma e Gonaria di Torres era diventato off limits per pedoni e mezzi nel novembre 2015, per permettere i lavori di messa in sicurezza della chiesa dalla caratteristica facciata in trachite rossa, su cui spicca uno splendido e peculiare rosone. Il 20 gennaio la Soprintendenza per le province di Sassari e Nuoro comunicava l’ultimazione dei lavori, ma con la richiesta di “Interdizione al solo traffico pesante del tratto di via Sant'Antonio”.

Queste le premesse che hanno consentito al primo cittadino di revocare parzialmente l’ordinanza dei mesi precedenti, in quanto erano cessati i presupposti per la chiusura integrale al traffico nella strada che dalla via Roma permette di raggiungere le campagne sulla sponda sinistra del Temo e l’antica cattedrale di San Pietro, una delle mete turistiche di Bosa.

Luigi Mastino ha rilevato inoltre che la strada “Per dimensioni, caratteristiche strutturali e conformazione, sia da considerarsi assolutamente inadeguata alla circolazione del traffico pesante e per garantire migliori condizioni di sicurezza e di viabilità ai residenti della zona è necessario vietare il transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate ed agli autobus”.

L’ordinanza inoltre stabilisce un limite di velocità di appena dieci chilometri orari, praticamente le auto e le moto dovranno transitare a passo d’uomo, nei pressi della antica chiesa. Che resta imbrigliata in una serie di armature interne che preservano da eventuali crolli, ma chiusa ancora al culto.

Il Comune, ha già annunciato in passato il sindaco, dovrà quindi farsi carico nei prossimi mesi di trovare, magari in raccordo con la Diocesi di Bosa-Alghero, i finanziamenti necessari al restauro definitivo, che possa restituire ai fedeli e ai bosani l’utilizzo del tempio. A Bosa da secoli si vive infatti l’antica tradizione del Fuoco di Sant’Antonio, che viene acceso a due passi dal corso d’acqua che attraversa la città e dalla chiesa, da due anni preclusa alle funzioni religiose. (al.fa.)

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