La Nuova Sardegna

Oristano

Lungomare, le polemiche continuano in tribunale

di Enrico Carta
Lungomare, le polemiche continuano in tribunale

San Vero Milis, prima udienza per i presunti reati legati alla nuova strada sterrata Quattro i punti su cui si dibatte: larghezza, materiali, taglio degli alberi e rotatorie

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VERO MILIS. La strada della discordia porta in tribunale. Ed è lì che si è aperto, tra forti contrasti, il processo contro l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, tirato in ballo da alcuni esposti presentati tempo addietro da alcuni cittadini. A Vincenzo Caria sono imputati dal pubblico ministero Marco Ulzega alcuni reati di tipo paesaggistico che sarebbero stati commessi nel momento in cui fu portata avanti una serie di lavori alla ormai famosa strada sterrata che doveva prendere il posto di quella asfaltata sul lungomare tra Putzu Idu e Mandriola.

Dopo tre anni di contrasti e divisioni aspre tra favorevoli e contrari alle novità, la situazione è ancora lontana dal conoscere una soluzione. Corre invece molto più rapido il processo per accertare la presenza di reati, visto che la mattinata di ieri ha consentito alle parti di ascoltare le deposizioni dei testimoni più importanti di fronte al giudice monocratico Enrica Marson. Dapprima è toccato agli agenti della Guardia Forestale Giampiero Ardu e Gianni Nurra spiegare, in un confronto serrato soprattutto col giudice e con l’avvocato difensore Roberto Salaris, che tipo di indagini furono effettuate e dove risiederebbero le presunte irregolarità commesse nello svolgimento dei lavori.

Quattro sono i punti su cui, probabilmente, si gioca la partita in tribunale. Intanto la conformazione originaria dello sterrato che in origine sarebbe stato largo sei metri e poi fu portato a sette. Quindi l’utilizzo di un certo tipo di materiale gregante per rimetterlo a nuovo, cosa che avrebbe sollevato il piano stradale. E ancora l’estirpazione di vegetazione proprio per consentire un allargamento della carreggiata. Infine le modalità con cui furono costruite le rotatorie su entrambi gli ingressi della strada che costeggia Sa Salina Manna: dovevano essere rimovibili, invece hanno una base in calcestruzzo.

Per questo si è resa necessaria anche l’audizione del funzionario dell’Ufficio Tutela del Paesaggio, Ivo Zoccheddu. Proprio nelle richieste inviate al suo ufficio si è maggiormente si è concentrata l’attenzione. Il Comune indicò solamente di dover fare delle opere di manutenzione ordinaria, invece si sarebbe dato corso a una serie di lavori per i quali si poteva procedere solo in presenza di autorizzazione. Eppure i motivi di contrasto con le tesi difensive sono già emersi. Alcuni testimoni, Giorgio Cubadda e Cosimo Caria, entrambi citati dall’avvocato Roberto Salaris hanno chiarito aspetti importanti: la scelta del materiale avvenne infatti dopo un sopralluogo in un’azienda da parte della commissione comunale all’urbanistica, mentre nel momento in cui furono inviate le richieste e iniziarono i lavori, Vincenzo Caria non ricopriva più il ruolo di dirigente dell’Ufficio tecnico.

La prossima udienza è fissata per il 19 settembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative