Il pm: «Nessun pentimento per il delitto»
CAGLIARI. Per l’accusa il movente resta misterioso. Forse volevano i soldi appena guadagnati, forse c’è stato un litigio. Non si sa, quel che invece per il pubblico ministero è certo, è che dal...
CAGLIARI. Per l’accusa il movente resta misterioso. Forse volevano i soldi appena guadagnati, forse c’è stato un litigio. Non si sa, quel che invece per il pubblico ministero è certo, è che dal momento della scomparsa di Antonio Murranca iniziano i comportamenti strani dei tre amici. Per prima cosa ci sono intimidazioni nei confronti di possibili testimoni: «Se ti chiamano i carabinieri, devi dire che non ci hai visti». E questo succede prima ancora che si sappia dell’omicidio. Lo stesso testimone viene poi invitato a prendere un aperitivo al bar tra gli sguardi silenziosi e intimidatori dei tre imputati.
A casa di Antonio Murranca, poi, Stefano Murru dice alla vedova: «Era nel posto sbagliato, al momento sbagliato». Una frase buttata lì senza un perché che però insospettisce. E più di un sospetto lo destano gli atteggiamenti durante gli interrogatori in caserma, dove, tra le altre cose, fanno il segno delle manette. Quando capiscono che l’arresto è imminente, la prima preoccupazione è per le pecore, non per la vittima. Il pubblico ministero parla quindi di «un omicidio senza pentimento. Pensano alla fuga, alla versione da dare ai carabinieri». A tutto, ma non ad Antonio Murranca. (e.c.)
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