La Nuova Sardegna

Oristano

Amianto, contributi in ritardo

di Michela Cuccu
Amianto, contributi in ritardo

La denuncia dell’Areas: «Ancora bloccati i fondi per chi ha bonificato»

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ORISTANO. «Ancora bloccati i contributi destinati a chi ha eseguito le bonifiche dall’amianto». La denuncia è di Areas, l’Associazione ex esposti all’amianto che si è rivolta al presidente della Giunta regionale e agli assessori all’Ambiente e alla Programmazione e all’amministratore straordinario della Provincia. Sarebbe proprio la Provincia in grave ritardo nell’erogazione dei contributi per i proprietari di immobili che hanno rimosso le strutture in eternit, come tetti, grondaie e depositi. Sono oltre 900 le domande di contributo, presentate alla Provincia, che da più di un anno attendono risposta. Spiega il presidente di Areas, Giampaolo Lilliu: «C’era stato un Bando, approvato nel 2012, che metteva a disposizione dei fondi da destinare a coloro che avessero eseguito le bonifiche in strutture private. Più di un anno fa la Provincia pubblica una graduatoria definitiva dei beneficiari del contributi, precisando comunque la stessa graduatoria non costituisse titolo per l’effettiva concessione dei contributi».

Lilliu però è molto critico: «Ancora una volta aspetti burocratici e amministrativi non giustificabili e incomprensibili penalizzano i cittadini che, con grande sacrificio, responsabilità e rispetto della difesa della salute, hanno sostenuto le spese di bonifica. Il contributo, infatti, coprirà solo il 60 per cento delle spese sostenute da ogni singolo cittadino».

Secondo Lilliu la Provincia avrebbe la possibilità economica di far fronte a questo impegno: «L’ente è titolare di circa 2milioni di euro destinati e vincolati alla bonifica dell’amianto. All’iniziale somma di 470mila euro destinati alla bonifica, erano stati aggiunti circa 1milione e 200mila euro provenienti dalle risorse restanti dal finanziamento per la bonifica della discarica di Masangionis e circa 400mila euro provenienti dai risparmi economici. Con queste cifre si potrebbero soddisfare le oltre 600 richieste di contributo».

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