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Oristano

Solanas in mano ai vandali Rabbia per le devastazioni

di Claudio Zoccheddu
Solanas in mano ai vandali Rabbia per le devastazioni

Cabras, segni evidenti nella piazza sulla quale si affaccia la chiesa profanata Lampioni distrutti e muri imbrattati. L’amarezza dell’arcivescovo Sanna

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CABRAS. Un’area fuori controllo e in completo abbandono, come dimostrano i segni di cedimento sulla facciata dalla chiesa di San Pietro Apostolo. In pratica, un paradiso per chi manifesta la sua esuberanza nei modi più discutibili. La piazzetta di Solanas porta i segni del passaggio di un ciclone, lo stesso che ha scandalizzato la comunità cattolica e lasciato senza parole il parroco, don Fabio Ladu. L’intrusione di un gruppo di vandali nella chiesetta del sedicesimo secolo ha scolpito un segno indelebile nella tranquilla frazione di Cabras. I danneggiamenti sono stati confermati, anche se l’interno della chiesa è rimasto off-limits, così come sono stati confermati i sopralluoghi della polizia municipale e dei carabinieri di Cabras, a cui un cittadino ha presentato una denuncia contro ignoti per gli atti vandalici riscontrati lunedì anche dall’arcivescovo, Ignazio Sanna. «Ho verificato i danni segnalati dal parroco – ha detto l’arcivescovo –. Sono profondamente amareggiato, si tratta di un oltraggio gratuito alla nostra vita cristiana». Dentro la chiesa è successo il finimondo: dopo aver sfondato la porta posteriore, i vandali hanno distrutto tutto quello che potevano, arrivando addirittura a trascinare fuori dall’edificio un crocifisso in legno che poi hanno gettato nelle vasche del vecchio lavatoio della piazza. Dentro la chiesa, invece, hanno fatto scempio di una statua della Madonna, estratta da una nicchia e frantumata, e distrutto l’altare. I vandali hanno agito in tranquillità, sicuri che l’intrusione sarebbe stata scoperta quando loro erano lontani. Più o meno lo stesso atteggiamento, e la stessa tranquillità, di chi ha ridotto in pessimo stato la piazzetta. I lampioni sono stati il bersaglio del tiro a segno, il lavatoio è stato riempito di rifiuti mentre i muri di cinta sono stati ricoperti da scritte variopinte sgangherate. Anche il vicino archivio comunale non è stato risparmiato: un muretto è stato abbattuto mentre sui muri esterni hanno fatto pratica alcuni writers con poca fantasia e senza alcun talento. Insomma, una situazione di degrado che andava avanti da tempo e che ha raggiunto il picco con l’intrusione nella chiesa. Al punto che alcuni residenti si dicono preoccupati per le ritorsioni della banda di scalmanati che abita la piazza. Anche se, già dalla notte tra lunedì e martedì, sembrano spariti. Merito, forse, del clamore suscitato dalla vicenda e dai controlli rinnovati delle forze dell’ordine. Ieri mattina, intorno alle 12, una pattuglia della polizia municipale era proprio nella piazza della chiesetta di San Pietro Apostolo. Un genere di traffico che, da queste parti, sperano possa continuare.

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