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Ospedale da difendere, consiglio unanime

Ospedale da difendere, consiglio unanime

Bosa, nel dibattito in aula ribadita la centralità del presidio Mastino a tutela dell’intero territorio

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BOSA. Sul futuro della rete di assistenza ospedaliera le forze politiche trovano in consiglio l’unanimità, e votano un documento, lunedì scorso, che dovrà essere ora condiviso con quello di altri comuni e territori sede di ospedale in zona disagiata, come l’A.G. Mastino di Bosa. Il documento, che alla fine raccoglie per alzata di mano il si di Bosa Cominciamo il domani, Per Bosa e Udc, i gruppi rappresentati nella città del Temo, è stato preceduto da una discussione a cui sono stati ammessi a intervenire anche i consiglieri regionali Antonio Solinas, Augusto Cherchi e Attilio Dedoni. Nelle più generali more del dibattito che precede l’audizione in commissione sanità degli amministratori locali. «La Regione deve tenere conto che lo status di ospedale in zona disagiata attribuito al Mastino di Bosa e ad altre strutture certamente non può venire meno nel 2018 per semplice previsione formale. Mentre il varo dell’agenzia unica per le emergenze urgenze e la realizzazione del servizio di elisoccorso devono essere integrative e non sostitutive degli attuali Pronto Soccorso. Anche perché certamente, a Bosa come in altre zone della Sardegna, nel 2018 non saranno sicuramente eliminati i deficit di collegamento viario o la distanza temporale con gli ospedali principali di riferimento, per Bosa e Ghilarza l'ospedale di Oristano. Mentre comunque «il Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino, Dea di riferimento anche per Ghilarza, non potrebbe reggere eventuali flussi di pazienti in arrivo da questi territori, se dovesse operare un semplice punto di primo soccorso». I consiglieri regionali sono pronti a dare battaglia in aula a Cagliari «se alla fine, dopo l’apertura al dialogo con gli amministratori, non si dovesse arrivare ad una sintesi favorevole a richieste concrete e legittime». Le convergenze trasversali, nel non sempre calmo oceano della politica regionale e dei campanilismi locali, sono viste di buon occhio a Bosa, pur tra le diverse sfumature emerse sul mastodontico deficit della sanità regionale a cui comunque fare fronte, e la prevista apertura, sempre nel 2018, del Mater Olbia in Gallura. Ad ascoltare un pubblico orfano di personale paramedico e medico locale come di amministratori del territorio. La delibera con le richieste da consegnare all’assessorato regionale alla sanità sarà base di partenza nella discussione in programma a Cagliari, in tema di riordino ospedaliero e del futuro degli ospedali in zona disagiata. (al.fa.)

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