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Oristano

Imposte comunali, a Oristano anche per il 2016 è previsto un calo

di Enrico Carta
Il municipio di Oristano
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Il municipio di Oristano

Iniziata la discussione in Consiglio sul piano di tassazione. La Giunta: «Si torna a livelli 2002, con meno trasferimenti»

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ORISTANO. Imu + Tasi + Tari = Iuc. Nessuno è impazzito nonostante il pullulare delle sigle faccia pensare il contrario. Quella è solo la somma delle imposte comunali. Un tempo non troppo lontano, ovvero sino all’anno scorso, erano tre, adesso esistono ma sono tutte racchiuse nell’ultima formuletta che senza acronimo suona come Imposta Unica Comunale. È l’ennesimo tentativo statale di razionalizzare la questione dei tributi, ma al cittadino questo poco importa. Quel che gli importa è quanto deve pagare e il Comune conferma ancora una volta l’andamento positivo, nel senso che le aliquote per il 2016, così come accaduto dal 2013 in poi sono in calo. Oristano torna così al livello del 2002 con una differenza non da poco: all’epoca c’erano trasferimenti statali per dieci milioni di euro l’anno, somma che oggi ci si può tranquillamente scordare.

L’inizio della discussione in Consiglio intanto ha impegnato le varie forze politiche, ma il piano della tassazione è già stato presentato dall’assessore Giuseppina Uda sia alla giunta che alla maggioranza e l’aula sarà solo la prova ultima che difficilmente dovrebbe registrare variazioni significative. Quel che va giù in maniera sensibile è l’Imu per i possessori dei fabbricati abitati da parenti di primo grado in linea retta che cala dal 4,6 per mille al 2,3 per mille. Si pagherà quindi la metà. Corposa anche la riduzione per chi possiede immobili regolarmente affittati con contratto di locazione a canone concordato che calano del 25% con l’aliquota che è stato portata al 3,45 per mille rispetto al 4,6 per mille dell’anno precedente. Sono le seconde case abitate da i parenti di secondo grado, da studenti universitari o da lavoratori temporaneamente impiegati a Oristano. Ovviamente il discorso vale esclusivamente per chi ha stipulato un regolare contratto con l’inquilino.

Sparita l’imposta Imu per l’abitazione principale, eccezion fatta per quelle classificate al Catasto sotto la tipologia di ville, restano tutte le altre, ma la bilancia è positiva.

L’esempio concreto aiuta a chiarire meglio la situazione. Un nucleo familiare di tre persone si ritroverà a pagare 294 euro di Imposta Unica Comunale, mentre nel 2013 ne pagava 514 per una riduzione che si attesta sui 220 euro. Una famiglia di quattro componenti passerà dai 516 euro del 2013 ai 322 di totale per il 2016, registrando così un minore pagamento di 194 euro.

Nel quadro generale importanti novità riguardano la Tari tributo per il quale esiste una nuova scansione dei tempi di pagamento. Si potrà sempre pagare a rate, ma se prima il periodo per saldare il conto era di soli otto mesi, adesso ci sarà tempo durante l’intero corso dell’anno.

Tutti questi sono solo pochi dettagli di un piano assai più ampio, visto che la portata dell’intera operazione finanziaria è di 5 milioni 469mila euro in cui rientrano anche le questioni dei tributi per le attività produttive che non sono stati ritoccati, ma il Comune è riuscito a mantenere ferma l’aliquota di base per gli immobili produttivi, per i quali lo Stato fa da tempo la parte dell’asso pigliatutto visto che va a mettere in cassa lo 0,76%.

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