La Nuova Sardegna

Oristano

Spese, il Comune ci dà un taglio da 320mila euro

di Enrico Carta
Spese, il Comune ci dà un taglio da 320mila euro

La giunta approva il piano di contenimento della spesa Meno carta, nuovo servizio di tesoreria e contratti rinnovati

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ORISTANO. Giù le tasse e gli sprechi. Oristano si conferma come la città in cui i tributi sono più bassi in Sardegna, ma l’azione della giunta procede anche su un altro versante perché il piano di razionalizzazione e contenimento della spesa porterà nel 2016 risultati migliori di quelli del 2015. Da qui bisogna ripartire, perché il risparmio è stato notevole. Una stima esatta non si può fare, dal momento che alcuni parametri non possono essere equiparati a quelli del 2014, ma il Comune si ritrova a disposizione circa 320mila euro in meno.

Non è un miracolo, perché a quelli ci pensano i santi. È semplicemente un’operazione che sta andando avanti da alcuni anni attraverso la riduzione di alcune voci di spesa che non vanno a incidere sui servizi. Il motto dell’assessorato al Bilancio si può riassumere con le parole “carta-pulizie-tesoreria-riscossioni”. Ma sono anche altre le voci che fanno risparmiare evitando inutili spese. O sprechi. La carta che si consuma in Comune è sempre meno. C’è una sola stampante per ogni sezione, mentre prima ogni postazione ne aveva una. Ma è soprattutto la digitalizzazione ad aver dato la svolta. L’utilizzo della posta elettronica certificata è stato ad esempio esteso alla trasmissione della documentazione sulla Tari alle imprese. E anche per le comunicazioni interne viaggiano ormai quasi per intero in via telematica, mentre, nel caso in cui si usi la carta, le stampe e le fotocopie fronte-retro sono diventate obbligatorie.

Il secondo passo è stato quello della firma di un nuovo contratto di tesoreria. Il Comune è passato da una banca ad un’altra e ha abbattuto il costo di gestione del proprio conto: fanno 28mila euro in meno all’anno. Più cospicua, ma ormai consolidata negli anni è la riduzione della spesa per la telefonia. Quando si era insediata la giunta Tendas si spendevano250mila euro, oggi 100mila euro in meno. Più attenzione è stata prestata al pagamento delle concessioni per i mercati, dove più della metà degli operatori non pagava il proprio box. C’era anche chi, sbadatamente, non lo faceva da quindici anni. Adesso entrano in cassa i 100mila euro attesi e dovuti.

Una cifra consistente è stata risparmiata grazie all’internalizzazione della riscossione dei tributi. Precedentemente il Comune si appoggiava alla società esterna Step per i tributi minori, adesso provvede da sé e così ha evitato di pagare commissioni per 44mila euro. Del 13% è il risparmio sull’energia elettrica, anche se non si può fare una quantificazione in euro perché il numero delle utenze e la qualità dell’illuminazione pubblica sono cambiati in questi anni. Stessa sorte è toccata al servizio di pulizia degli immobili comunali: ora ci pensa la società in house Oristano Servizi assieme ad un’altra impresa e non più due. Il risparmio in questo caso è di 40mila euro.

Spariscono poi dal libro paga del Comune i consulenti per le due istituzioni che fanno capo all’amministrazione: l’Istar e la Scuola civica di musica non hanno più un consulente che costava 8mila euro all’anno, una cifra assai simile a quella incassata per l’utilizzo di beni di proprietà comunale come stand e palchi dati in prestito ai privati che, sino a qualche anno fa, pagavano molto a singhiozzo.

Il Piano di razionalizzazione e contenimento della spesa ha già ottenuto il sì della giunta. Per l’assessore Giuseppina Uda è un altro passo verso una gestione corretta della macchina amministrativa: «Proseguiamo nella direzione degli anni scorsi. Ora cercheremo di ottenere un ulteriore miglioramento delle condizioni contrattuali su alcuni servizi di fornitura e poi inseriremo alcune novità come quella dell’Art Bonus che ci aiuterà anche nel recupero di alcuni monumenti abbattendo le spese a nostro carico».

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