Spese, il Comune ci dà un taglio da 320mila euro
La giunta approva il piano di contenimento della spesa Meno carta, nuovo servizio di tesoreria e contratti rinnovati
ORISTANO. Giù le tasse e gli sprechi. Oristano si conferma come la città in cui i tributi sono più bassi in Sardegna, ma l’azione della giunta procede anche su un altro versante perché il piano di razionalizzazione e contenimento della spesa porterà nel 2016 risultati migliori di quelli del 2015. Da qui bisogna ripartire, perché il risparmio è stato notevole. Una stima esatta non si può fare, dal momento che alcuni parametri non possono essere equiparati a quelli del 2014, ma il Comune si ritrova a disposizione circa 320mila euro in meno.
Non è un miracolo, perché a quelli ci pensano i santi. È semplicemente un’operazione che sta andando avanti da alcuni anni attraverso la riduzione di alcune voci di spesa che non vanno a incidere sui servizi. Il motto dell’assessorato al Bilancio si può riassumere con le parole “carta-pulizie-tesoreria-riscossioni”. Ma sono anche altre le voci che fanno risparmiare evitando inutili spese. O sprechi. La carta che si consuma in Comune è sempre meno. C’è una sola stampante per ogni sezione, mentre prima ogni postazione ne aveva una. Ma è soprattutto la digitalizzazione ad aver dato la svolta. L’utilizzo della posta elettronica certificata è stato ad esempio esteso alla trasmissione della documentazione sulla Tari alle imprese. E anche per le comunicazioni interne viaggiano ormai quasi per intero in via telematica, mentre, nel caso in cui si usi la carta, le stampe e le fotocopie fronte-retro sono diventate obbligatorie.
Il secondo passo è stato quello della firma di un nuovo contratto di tesoreria. Il Comune è passato da una banca ad un’altra e ha abbattuto il costo di gestione del proprio conto: fanno 28mila euro in meno all’anno. Più cospicua, ma ormai consolidata negli anni è la riduzione della spesa per la telefonia. Quando si era insediata la giunta Tendas si spendevano250mila euro, oggi 100mila euro in meno. Più attenzione è stata prestata al pagamento delle concessioni per i mercati, dove più della metà degli operatori non pagava il proprio box. C’era anche chi, sbadatamente, non lo faceva da quindici anni. Adesso entrano in cassa i 100mila euro attesi e dovuti.
Una cifra consistente è stata risparmiata grazie all’internalizzazione della riscossione dei tributi. Precedentemente il Comune si appoggiava alla società esterna Step per i tributi minori, adesso provvede da sé e così ha evitato di pagare commissioni per 44mila euro. Del 13% è il risparmio sull’energia elettrica, anche se non si può fare una quantificazione in euro perché il numero delle utenze e la qualità dell’illuminazione pubblica sono cambiati in questi anni. Stessa sorte è toccata al servizio di pulizia degli immobili comunali: ora ci pensa la società in house Oristano Servizi assieme ad un’altra impresa e non più due. Il risparmio in questo caso è di 40mila euro.
Spariscono poi dal libro paga del Comune i consulenti per le due istituzioni che fanno capo all’amministrazione: l’Istar e la Scuola civica di musica non hanno più un consulente che costava 8mila euro all’anno, una cifra assai simile a quella incassata per l’utilizzo di beni di proprietà comunale come stand e palchi dati in prestito ai privati che, sino a qualche anno fa, pagavano molto a singhiozzo.
Il Piano di razionalizzazione e contenimento della spesa ha già ottenuto il sì della giunta. Per l’assessore Giuseppina Uda è un altro passo verso una gestione corretta della macchina amministrativa: «Proseguiamo nella direzione degli anni scorsi. Ora cercheremo di ottenere un ulteriore miglioramento delle condizioni contrattuali su alcuni servizi di fornitura e poi inseriremo alcune novità come quella dell’Art Bonus che ci aiuterà anche nel recupero di alcuni monumenti abbattendo le spese a nostro carico».
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