Quattro chiese da dieci e lode
Bosa, il ministero dei Beni culturali le ha riconosciute come monumenti di rilevanza nazionale
BOSA. Buone notizie in arrivo, si spera in futuro corroborate da finanziamenti per gli interventi di recupero e restauro necessari da parte degli enti competenti, del Ministero dei beni e delle attività culturali. Per quattro antiche chiese della città del Temo, la storica cattedrale di San Pietro costruita nel sito della Bosa Vetus, quella dedicata a Maria Immacolata nell'attuale storica area urbana, per la chiesa del Carmine e per quella del Rosario è arrivato al comune il decreto che le riconosce "Monumenti di interesse ed artistici di rilevanza nazionale”. Mentre per altri tre templi, Santa Maria degli Angeli ai Cappuccini, la cappella palatina di Regnos Altos all’interno delle mura del castello e la chiesa di Santa Croce, si attende per un esito positivo del riconoscimento richiesto dalla Soprintendenza. «Nei mesi scorsi abbiamo operato diversi sopralluoghi insieme all’architetto Montinari, che ha istruito la pratica presentata dalla soprintendenza di Cagliari. E’ stato quindi un iter tutto sommato breve quello che ha portato a questo significativo riconoscimento per quattro fra le chiese certamente più amate dai bosani. Per questo voglio ringraziare il soprintendente e l’architetto Montinari» rimarca il sindaco Luigi Mastino. Le novità non finiscono qui, perché l’amministrazione guidata da Luigi Mastino ha presentato agli enti competenti una richiesta di intervento di massima urgenza per la cattedrale Maria Immacolata dove sono emerse notevoli problematiche, soprattutto per le infiltrazioni d’acqua piovana e l’umidità che stanno danneggiando le pitture presenti, nella cupola sopra l’altare maggiore. Problemi che in Comune, dove certamente non c’è possibilità di recuperare risorse sufficienti visti i magri bilanci, sperano possano essere al più presto affrontati da Soprintendenza e Regione per risolvere l'emergenza. Stesso discorso nella chiesa di Santa Croce, uno dei templi cardine nelle celebrazioni degli antichi riti della Settimana Santa a Bosa e sede delle seicentesche statue di Sos Misterios: magari con la collaborazione della Curia di Alghero-Bosa o attraverso i fondi della Conferenza episcopale italiana destinati agli edifici di culto, considerato che solo i siti di Santa Maria degli Angeli e del Carmelo appartengono allo Stato. «Tutti comunque fanno parte del complesso mosaico di beni storici della città (compresa l'antica chiesa di Sant'Antonio purtroppo chiusa al pubblico e in attesa di intervento), che necessitano di costante attenzione da parte delle istituzioni civili e religiose. Il riconoscimento in arrivo dal Ministero, che speriamo si estenda al più presto ad altre tre chiese, è certamente un primo passo in questa direzione” afferma il sindaco di Bosa. La notizia del decreto ministeriale arriva tra l’altro a poche ore da una delle manifestazioni di maggiore richiamo culturale e di visitatori per Bosa, Monumenti aperti, in programma proprio questo fine settimana. Con i visitatori che a questo punto entrando nelle chiese di San Pietro, Cattedrale, Santa Croce del Carmine saranno sicuri di mettere piede in un bene non solo storico per la città, ma riconosciuto come di interesse artistico nazionale.
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