Ex consigliere risarcirà la Provincia
Sentenza della Corte dei Conti sul caso di Mario Olla: dovrà restituire 19mila e 50 euro di rimborsi chilometrici
ORISTANO. La Corte dei Conti corre come un treno. Prima ancora che la giustizia penale emetta la sentenza di primo grado la magistratura contabile ha già il suo verdetto. Per l’ex assessore e consigliere provinciale di Samugheo, Mario Olla, è tempo di risarcire l’ente. Coinvolto in un’inchiesta per peculato, perché avrebbe richiesto rimborsi chilometrici che non gli sarebbero spettati, si è ritrovato di fronte anche alla Corte dei Conti che ha già stabilito che deve risarcire 19mila e 50 euro dei 36mila e 649 che invece gli venivano contestati.
Tutto nasce dall’indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza che, durante una serie di pedinamenti, aveva stabilito che Mario Olla non risiedesse a Samugheo, bensì a Oristano assieme alla famiglia. Alla Provincia aveva dichiarato quale residenza quella del suo paese natale, motivo per cui continuava a chiedere i rimborsi come se vi avesse abitato.
Questo gli è valso l’accusa di peculato e, in più, l’indagine penale ha avuto il doppio effetto di far avviare anche il procedimento di fronte alla magistratura contabile che nell’udienza di qualche giorno fa ha stabilito che quei soldi sono finiti indebitamente nelle tasche dell’ex consigliere provinciale dall’ottobre del 2008 al dicembre del 2013, momento in cui si è conclusa la sua attività politica nella scorsa legislatura.
L’audizione del relatore Maria Elisabetta Locci, del pubblico ministero Susanna Loi e dell’avvocato Piero Franceschi che assisteva Mario Olla ha portato a un ridimensionamento della somma inizialmente contestata. Alcune delle cifre indicate nelle richieste di rimborso spettavano effettivamente all’ex consigliere che nelle date indicate aveva svolto missioni fuori sede per la Provincia o era arrivato in città dopo aver percorso chilometri con la sua auto. Il risarcimento dei 19mila e 50 euro è stato però ritenuto obbligatorio nonostante il tentativo di difesa dell’avvocato Piero Franceschi il quale, per prima cosa, ha chiesto che i due procedimenti non viaggiassero parallelamente, sostenendo che si dovesse attendere la sentenza del processo penale in corso.
Una serie di documenti bancari e di fatture legate all’attività lavorativa sarebbe dovuta servire a dimostrare come effettivamente Mario Olla risiedesse a Samugheo, in contrasto con quanto sostenuto dalla Guardia di finanza che più volte aveva sorpreso l’ex consigliere nella casa di Oristano. Ma per la Corte dei Conti, la presenza a Samugheo sarebbe stata saltuaria. Arriva quindi la condanna al risarcimento delle casse provinciali, in attesa di capire che strada prenderà il più delicato procedimento penale.
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