Consiglio a un passo dallo scioglimento
La giunta Tendas va sotto sull’assestamento di bilancio nonostante gli appelli del sindaco. Possibile arrivo del commissario
ORISTANO. L’appello del sindaco Guido Tendas non è bastato. «Chiedo a tutti di rendersi conto del significato di questa votazione: non approvare il riequilibrio di bilancio aprirebbe a una interruzione anticipata di questo Consiglio». Non basta, appunto. Tredici voti contro l’assestamento di bilancio, 12 a favore, rappresentano la contabilità di una sconfitta che per il sindaco di Oristano è politica, mentre si profila l’arrivo del Commissario. Si votava, ieri, il riequilibio di bilancio, una manovra da un milione e 692mila euro. Ma non erano questi i numeri che contavano, ieri. Contavano quelli risicatissimi di una maggioranza che nell’ultimo mese ha disperatamente cercato di ricompattarsi e di salvare il salvabile. Ma l’operazione non è andata a buon fine, e ora per l’amministrazione di centro sinistra, segnata dall’abbandono di quattro componenti, Mariangela Massenti, Giampaolo Lilliu, Stefano Mureddu e Marco Piras, si apre uno scenario molto delicato. La mancata approvazione della delibera dei riequilibri di bilancio, per la prima volta quest’anno, doveva essere fatta entro il 31 luglio, così come il bilancio di previsione. Diversamente, la legge prevede l'avvio delle procedure per lo scioglimento del consiglio comunale.
Ai voti contrari della minoranza si sono aggiunti quelli di Mariangela Massenti, Giampaolo Lilliu, Stefano Mureddu e Marco Piras).
Bisognerà capire se si andrà verso una traumatica fine della legislatura. Una cosa è certa; il sindaco non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ha tenuto botta alle accuse che i suoi ex sostenitori gli hanno rivolto. In particolare Mariangela Massenti è stata chiarissima, nelle dichiarazioni di voto. «Troppe le cose non fatte, la colpa non è solo del sindaco, ci sono tante teste in capo alle quali grava la responsabilità della mancanza di cambiamenti». Massenti aveva posto già un mese fa, in occasione dell’approvazione del bilancio, l’esigenza che alcune teste cadessero. Non è stata accontentata. Anche tutti gli altri “dissidenti” hanno voluto rimarcare le ragioni dell’allontanamento.
Cosa succederà adesso, è materia di interpretazioni tecniche. Gli uffici avrebbero già consultato l’assessorato regionale agli Enti locali. La giunta Tendas potrebbe usufruire dei supplementari: la possibilità di ripresentare la delibera di assestamento in aula. Bisognerà capire entro che termini: se entro il 31 luglio, cosa che lascerebbe al sindaco spazi di manovra davvero esigui per un ricompattamento, oppure se verranno concessi altri venti giorni. Comunque vada, la giunta di centro sinistra prende atto di una sconfitta pesante. Dalla quale sarà molto difficile rialzarsi.
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